INDAGINE FEDERALE - Il gruppo Hyundai-Kia è nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti. L’Agenzia federale per la protezione dell’ambiente ha riscontrato diffuse discrepanze tra i consumi rilevati nei propri test e quelli dichiarati dalle due case. Le verifiche sono state effettuate in seguito ad alcune lamentele di consumatori, anche se l’Epa compie regolarmente verifiche e controlli sulle vetture in commercio.
DIFFERENZE NON GRANDI - Al centro della vicenda ci sono quasi tutti i modelli e le versioni dei “model year” 2011-2012 e 2013 (che corrispondono alle auto del 2010, 11 e 12; nelle foto la Hyundai Elantra uno dei modelli più venduti). Le differenze rilevate sono nell’ordine di uno-due miglia per gallone, cioè 0,4-0,9 km al litro: valori che a noi europei sembrano irrisori viste le differenze tra i consumi dichiarati dalle e quelli reali che, in alcuni casi, sono superiori anche del 30%.
SCUSE E RIMBORSI - Il gruppo Hyundai-Kia ha ammesso le differenze e le ha spiegate con un suo errore nelle procedure dei test di rilevamento dei consumi, risultati difformi da quelle seguite dall’EPA. Hyundai e Kia si sono scusate pubblicamente per quanto avvenuto e hanno contemporaneamente informato la clientela che potrà rivolgersi al concessionario dove è stata acquistata l’auto per avere il rimborso di quanto speso in più per il carburante dal momento dell’acquisto dell’auto.

DAVANTI AI TRIBUNALI - Intanto però la vicenda ha anche avuto uno strascico legale, con l’avvio di una causa presso il tribunale del sud Ohio presso cui è stata depositata la denuncia che potrebbe avere anche un seguito sotto forma di class action, cioè di causa collettiva, prevista dalla legislazione americana. Le valutazioni fatte dagli analisti stimano in circa 10 milioni di dollari l’ammontare degli indennizzi che le due case potrebbero essere costrette a pagare secondo le modalità da esse stesse annunciate nell’inserzione sui giornali di venerdì scorso.
DUBBIO CONSEGUENZE - Ma più di questo a essere un rischio grosso per le due case coreane sono l’incertezza della causa legale, che è difficile prevedere come andrà a finire, e il danno di immagine che la vicenda sta loro causando. Un mix “tossico” che ha subito provocato sensibili perdite dei titoli del gruppo sui mercati azionari.
































