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La Renault cerca un accordo per non licenziare

14 novembre 2012

La casa francese ha avviato con i sindacati dei lavoratori un confronto: lo scopo è quello di evitare la chiusura di una fabbrica in Francia rivedendo i costi e i processi produttivi.

La Renault cerca un accordo per non licenziare

UN OBIETTIVO, DIVERSE SOLUZIONI - Stante la crisi di vendite che genera perdite preoccupanti quanto l’incertezza sulla fine della crisi, la riduzione dei costi è un imperativo per i costruttori legati ai mercati europei. Per cercare di raggiungere questo obiettivo ognuno tenta una propria strada. Il gruppo Psa Peugeot-Citroën e la Ford hanno scelto la via drastica e dolorosa della chiusura di impianti. Stando alle previsioni e alle indiscrezioni, la GM per l’Opel sta lavorando con i sindacati per mettere a punto un piano di riorganizzazione capace di evitare traumi e concentrazioni di problemi sociali (il capo dei sindacati dell’Opel si è detto fiducioso e ha parlato di accordo possibile entro metà dicembre). La Fiat dal canto suo punta a un ripensamento della produzione in Italia,  che consentirebbe di mantenere aperti tutti gli impianti oggi esistenti grazie a una strategia di modelli destinati all’esportazione. 

RENAULT AMBIZIOSA - In Francia la Renault, ha avviato un corposo confronto con i sindacati con l’ambizione di ripensare un po’ tutta la materia della produttività e dell’organizzazione produttiva. È un percorso laborioso (è iniziato il 6 novembre e se ne prevede la conclusione, nella migliore delle ipotesi, per la fine di gennaio) ma che ha appunto l’ambizione di individuare soluzioni valide nel tempo e non solo per risolvere la situazione contingente.

TRATTATIVA A 360 GRADI - Novità del confronto è il suo carattere di “work in progress” continuo, nel senso che i temi e gli obiettivi vengono posti mano a mano che si procede nelle discussioni; con l’intento di perseguire la massima concretezza. In discussione ci sono infatti la riduzione delle capacità produttive ma anche gli aspetti salariali, quelli della flessibilità e degli orari di lavoro, senza tralasciare la riorganizzazione industriale nel suo complesso.

PER SALVARE GLI IMPIANTI - In questo contesto la Renault ha delineato una sua linea di condotta che lascia intendere la sua strategia: se dalla discussione uscirà un quadro che permetterà di ridurre i costi di produzione, di aumentare la produttività, sarà evitata ogni chiusura di impianti in Francia. Di proposte dettagliate non ne sono circolate, anzi la stessa Renault ha detto le sue proposte in merito ai salari le avanzerà nel corso delle discussioni, ma che quello a cui punta è un accordo più complessivo. 

NUOVE STRATEGIE - Si sa che potrebbero esserci la proposta di misure del tipo di quelle adottate nei suoi impianti in Spagna, o anche quelli attivati dal gruppo Psa per la fabbrica della SevelNord, entrambi con forme di contenimento dei salari e di maggior flessibilità, ma la cosa è ancora nel vago. Intanto da parte dell’organizzazione industriale la Renault ha già delineato una nuova struttura, volta a razionalizzare la produzione, ridurre i costi logistici, facilitare la mobilità del personale e dunque ottimizzare la produttività. Il piano prevede la divisione della struttura produttiva francese in due grandi aree, ovest e nord est, con l’unificazione di tutte le attività unificabili e appunto la creazione di due poli all’interno di cui si potrebbe attuare una discreta mobilità magari disagevole ma non drammatica come la chiusura degli impianti. 

Commenti
Ritratto di manof71
14 novembre 2012 - 13:38
Si potrebbe salvare
Ritratto di giuseppe26
14 novembre 2012 - 15:10
brava renault!
Ritratto di biggmax63
14 novembre 2012 - 15:51
10
se solo smettesse di fare autovetture dalle forme......curiose! Fino alla R 19 Chamade, che ho posseduto, mi piacevano abbastanza. Poi, il baratro stilistico....
Ritratto di MatteFonta92
14 novembre 2012 - 16:39
3
Tutto il mondo è paese... in qualsiasi parte d'Europa si cerca di fare il possibile per non lasciare a casa gli operai, ma il momento non è facile e Ford addirittura ne ha chiusi 3 di stabilimenti...
Ritratto di DS
14 novembre 2012 - 16:50
Premesso che è troppo presto per commentare la cosa, direi che questo tipo di trattative sono la soluzione ideale per giungere ad un buon compromesso tra lavoratori e azienda senza creare tensione sociale come avviene in Italia, brava Renault spero abbia successo.
Ritratto di Montreal70
14 novembre 2012 - 17:24
Ford e PSA chiudono senza farsi troppi scrupoli. Renault attua quello che in Italia per Fiat sarebbe definito ricatto (o lavorate alle mie condizioni o chiudo), mentre in realtà è una legittima richiesta di suddividersi i sacrifici. Fiat che invece senza l'aiuto dello stato, con i soldi propri, attua un piano rischioso che permette di salvare tanti posti in Italia, in barba ai costi, viene vista sempre come un male da estirpare. Italiani, il popolo più ignorante d'Europa. Forse credono che all'estero le aziende private siano chissà quale sorta di ente benefico. O forse sono semplicemente delle menti facili da plagiare per i politicanti e i sindacalisti/parassiti di turno. Comunque, quando c'è da dire lo si dice. Grazie redazione, per aver implementato le funzionalità del sito. Ho appena notato la possibilità di scegliere se ricevere notifiche. GRAZIE.
Ritratto di DS
15 novembre 2012 - 15:50
Veramente, dall'articolo, io ho capito che Renault ha aperto un tavolo di confronto per trovare soluzioni condivise con i sindacati, non è arrivata con un piano già bello e fatto, lo ha fatto accettare con il ricatto e senza deroghe e poi non lo ha neppure rispettato. Detto questo, io non critico completamente quanto aveva proposto Fiat con Fabbrica Italia eh? Però paragonarlo con quanto sta facendo Renault.
Ritratto di franck63
16 novembre 2012 - 08:36
Ma dai ! vuoi veramente paragonare la FIAT con la Renault? i francesci hanno appena avuto 7 miliardi di euro di agevolazioni dallo stato contro le legnate di Monti ? veramente credi che i top manager francesci siano così sprovveduti o buoni cristiani e abbiano nel cuore migliaia di posti di lavoro e che vadano ad un tavolo di negoziazione senza idee chiare sulle soluzioni "condivise" ma credi veramente che siano benefattori ? mia madre è francesce conosco quella razza sono semplicente degli arroganti nazionalisti consapevoli che se chiudono uno stabilimento è x sempre, perchè è decisamente più economico aprirli in europa est, sud america, cina...
Ritratto di Renault90
14 novembre 2012 - 18:07
cerca di trovare un accordo prima di chiudere del tutto, non centra se renault fa cessi di auto il fatto e che c'è molta crisi in europa se renault faceva cessi non avrebbe venduto fino ad ora quindi.
Ritratto di Jinzo
14 novembre 2012 - 20:02
che se in europa nn puoi piu fare nulla... nn risolverà nulla... chiudi e fai un altro stabilimentoi n africa
Ritratto di prinz4ever
15 novembre 2012 - 09:33
2
non si riprendera' finche' non si capira' che e' ora di smettere di aiutare gli altri prima che se stessi. E' brutto a leggersi ma e' cosi', Riguardo alla renault, concordo, anche se era una battuta, il fatto di chiudere in francia, cosi' come hanno fatto altri marchi, per poi aprire nuovi impianti nel nord africa; dico questo con cognizione di causa, essendo in francia molto radicata la presenza di immigrati provenienti proprio da quella regione. Magari in molti opterebbero per tornare a casa, dove avrebbero un lavoro e potrebbero anche stare vicino alle loro famiglie. Potrebbe sembrare un post razzista, ma non lo e', vi assicuro che e' solo un puro ragionamento.