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La sconfitta di Red Bull e McLaren

28 luglio 2010

Nel GP di Hockenheim di domenica scorsa, la Ferrari è stata nettamente superiore alla rivali. Vediamo cosa è accaduto ai due team inglesi.

VETTEL MALE AL VIA - Era nell’aria da qualche settimana, ma avevano sempre contenuto l’ondata rossa. Un po’ per merito loro, un po’ per le colpe della FIA, un po’ per il masochismo della Ferrari. Ma questa volta Red Bull e McLaren si sono dovute inchinare allo strapotere delle due F10. In qualifica, solamente un prodigioso giro di Sebastian Vettel aveva evitato che la doppietta verificatasi poi in gara avesse un appendice già in qualifica. Ma cosa è accaduto a Hockenheim? Perché la Red Bull ha fallito, al pari della McLaren? Se Vettel avesse azzeccato la partenza, cosa che non gli era riuscita neanche a Silverstone, forse le cose sarebbero cambiate perché il tedesco non si sarebbe certamente lasciato superare con facilità. E comunque il divario dei tempi sul giro non era eccessivo quindi, Vettel avrebbe potuto vendere cara la pelle. Ma il tedesco è scattato malissimo e questa volta la coperta Red Bull era corta perché Mark Webber era relegato in seconda fila e non poteva sopperire alla partenza a singhiozzo di Vettel.
 

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Mark Webber.

WEBBER APATICO - Ma perché l’australiano che ci aveva divertito per tutta la stagione, a Hockenheim è svanito? Un errore nel suo giro finale della qualifica lo ha proiettato in quarta posizione, poi il fatto di ritrovarsi dietro a Lewis Hamilton (foto più in alto e qui sotto), che gli partiva alle spalle, già al primo giro e dopo il primo pit-stop anche a Jenson Button, non lo ha favorito. A questo si aggiunge il fatto che Webber ha accusato problemi con il consumo di olio motore e il team gli aveva consigliato di non spingere troppo a partire dalla metà del GP.
 

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Lewis Hamilton.


MCLAREN IN AFFANNO
- E le McLaren? Le novità aerodinamiche introdotte a Silverstone, che poi il venerdì non avevano funzionato e si era tornati rapidamente indietro con velocità e abilità, a Hockenheim hanno mostrato i loro limiti. A questo si aggiunge l’incidente di Hamilton nel 1° turno di prove libere del venerdì, che ha fatto saltare i programmi di lavoro della squadra. Rimane il fatto che se a Silverstone Hamilton era stato il principale avversario delle Red Bull, a Hockenheim lui e Jenson Button si sono fatti compagnia in terza fila ed hanno terminato a 25” e oltre dal vincitore. Un passo indietro notevole, che però non scalfisce la leadership del team di Martin Whitmarsh sia nella classifica piloti sia in quella iridata.



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