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Formula 1: Robert Manzon l'ultimo dei primi.
29 gennaio 2015 - 15:20
Ritratto di Mattia Bertero
alVolante di una
Kia Stonic 1.0 T-GDI 120 CV Energy
Ciao a tutti. Questa volta colgo l'occasione per ricordare un pilota francese di nome Robert Manzon scomparso pochi giorni fà alla veneranda età di 97 anni. Ai più risulterà sicuramente sconosciuto ma il suo nome è entrato nella storia della Formula 1 per un singolare record: era l'unico pilota ancora in vita ad aver disputato la stagione 1950, la prima stagione in assoluto della Formula 1. Di per se se ne va una sorta di "superstite" come l'ultimo superstite della Prima Guerra Mondiale oppure l'ultimo superstite del Titanic (con il dovuto peso) per fare degli esempi. Vi elenco un po' in breve la carriera di questo pilota: fu uno dei piloti di punta di Amedeo Gordini, il fondatore della nota casa automobilistica; disputò in totale 28 Grand Premi tra il 1950 ed il 1956 sempre al volante dell'azzurra Gordini tranne una parentesi nel 1954 quando corse con una Ferrari privata. Due podi conquistati nel Gp del Belgio 1952 e nel Gp di Francia nel 1954 e vincitore del Gp di Napoli del 1956 (prova non valida per il mondiale). Corse anche nella categoria Sport, qualche volta come pilota ufficiale della Ferrari, disputò 6 volte la 24 ore di LeMans sempre con la Gordini. Si ritirò piuttosto giovane per l'epoca, a 39 anni. Se ne va uno dei superstiti degli albori di questo sport dove ogni singolo pilota che partecipava anche solo ad una gara era considerato un eroe,visto la totale assenza di sicurezza che avevano quelle monoposto per non parlare della totale assenza di barriere a bordo pista e non si gareggiava solamente in circuiti, a volte anche in mezzo alle case, agli alberi, sul bordo dei fiumi e del mare. Una volta si correva sopra un sedile in pelle, con nessuna traccia di cintura di sicurezza, con un maglione, un paio di guanti ed un casco di cuoio con gli occhialini e niente di più.... Altro che i piloti di adesso! Per questo io li rispetto come degli autentici eroi, spinti a rischiare ad ogni curva la morte per la loro passione per i motori. C'era una frase che raffigura alla perfezione la Formula 1 degli anni 50, apparteneva a Fangio, che rispondeva così a chiunque gli chiedesse se era andata bene una gara. Lui rispondeva sempre "E' stata una gran bella giornata: non è morto nessuno". Se sentite ogni pilota ancora in vita, che ha corso fino agli anni 70 più o meno, dirà che ha avuto una bella carriera, indifferentemente dai risultati in pista, perché era riuscito ad uscirne vivo. Insomma mi sembrava giusto almeno ricordarlo questo pilota, "il Marsigliese" come lo chiamavano in Ferrari, una fonte preziosa di ricordi che si è portato via con se per sempre.
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