NEWS

Chevrolet Corvette Stingray: un nuovo capitolo

di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 19 luglio 2019

L’ottava generazione della Corvette è una vera rivoluzione, grazie al motore in posizione centrale. Come la prenderanno gli appassionati americani?

Chevrolet Corvette Stingray: un nuovo capitolo

MOTORE AL CENTRO - La supercar Chevrolet Corvette è un mito negli Stati Uniti, dove in sessantasei anni di carriera (la prima generazione è del 1953) si è fatta apprezzare per le doti di guida e lo stile, reso inconfondibile dal lungo cofano anteriore, in cui è sempre stato celato il motore a otto cilindri. Come tutti i miti la Corvette si è rinnovata negli anni restando sempre fedele a sé stessa. Fino ad oggi: la Corvette di ottava generazione, chiamata Chevrolet Corvette Stingray, ha il motore dietro la cabina di guida in posizione centrale, come alcune delle rivali: Audi R8, McLaren 540, Honda NSX. Una mossa ritenuta, evidentemente, necessaria dai tecnici per migliorare la distribuzione dei pesi e realizzare una vettura con una dinamica di guida superiore, ma che dovrà fare i conti con oltre 60 anni di storia e centinaia migliaia di appassionati che negli Usa “venerano” la Corvette. Solo il tempo ci dirà se la mossa della Chevrolet avrà successo.

SI ISPIRA AI JET - L’architettura a motore centrale della Chevrolet Corvette Stingray va ad incidere sulle proporzioni della carrozzeria, che perde il tipico cofano allungato visto fin dalla Corvette C1: la parte anteriore è corta e raccolta, il tetto ha una forma rastremata e l’inclinato lunotto termina in una “coda” alta e massiccia, dominata da uno spoiler fisso, che insieme al labbro anteriore fa aumentare la spinta verso il basso dell’aria a forte velocità. Gli stilisti della casa americana, ispirandosi agli aerei da combattimento F22 e F35, hanno dato personalità all’auto attraverso le scalfitture nel cofano anteriore, le prese d’aria in nero lucido nelle fiancate ed i fanali a led, che allargano visivamente la parte posteriore, dove sono presenti anche due sfoghi per l’aria e quattro scarichi. L’edizione 2020 della Chevrolet Corvette è dotata inoltre di un tettuccio rimovibile, per trasformarla da coupé a targa e guidare con il vento fra i capelli. Sotto alla spigolosa carrozzeria c'è un telaio in alluminio.

MAXI-SCHERMI - Anche l’interno della Chevrolet Corvette Stingray è stato stravolto rispetto alla vecchia generazione, e ancora una volta l’ispirazione arriva dal mondo degli aerei: il guidatore infatti trova i principali comandi a portata di mano e può decidere cosa visualizzare nei due grandi schermi, di 12” per la strumentazione e di 16,5” per il sistema multimediale. Sono caratteristici le strette bocchette per la diffusione dell’aria, il volante “tagliato” (la sua forma, secondo la Chevrolet, migliora la presa da parte del guidatore) e il rialzo nella consolle, dove sono raccolti i comandi secondari. A richiesta è possibile avere due tipi di sedili: oltre a quelli di serie, chiamati GT1 (sono meno contenitivi e più votati all’utilizzo su strada), è possibile avere i GT2 con rifiniture in fibra di carbonio ed i più “corsaioli” Competition Sport, rivestiti in pelle come gli altri ma più contenitivi per trattenere il corpo nella guida in pista.

MOTORE EVOLUTO - Il motore della Corvette Stingray 2020 è un V8 aspirato di 6.2 litri, che deriva dall’otto cilindri di 466 CV cui era dotata la settima generazione. Il suo nome interno è passato tuttavia da LT1 a LT2, a testimonianza delle migliorie introdotte, perché la Chevrolet ha rivisto la testata, aumentato il serbatoio dell’olio di raffreddamento e abbassato l’albero. La potenza è di 497 CV, ma raggiunge i 502 CV ordinando lo scarico ad alte prestazioni nel pacchetto Z51, che prevede inoltre le sospensioni regolabili, pinze freno maggiorate e un sistema di raffreddamento più efficace. Il cambio è un robotizzato doppia frizione a otto marce, con palette al volante per cambiare manualmente. La casa statunitense dichiara un tempo inferiore a 3 secondi per l’accelerazione da 0 a 96 km/h, fra i migliori di sempre per la Corvette, oltre ad una tenuta laterale di oltre 1G.

MENO DI 60.000 DOLLARI - La Chevrolet Corvette Stingray sarà prodotta negli Stati Uniti entro fine 2019 e costerà meno di 60.000 dollari, stando alle anticipazioni della casa, un prezzo non troppo lontano dalla vecchia edizione (55.900 dollari).

VIDEO
Chevrolet Corvette Coupé
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
60
21
11
6
8
VOTO MEDIO
4,1
4.12264
106




Aggiungi un commento
Ritratto di stefano.zoppi56
20 luglio 2019 - 14:59
A cominciare dalla vista di 3/4 posteriore trovo quest'auto esteticamente imbarazzante, è solo una pessima scopiazzatura delle migliori GT europee. I contenuti saranno sicuramente di grande livello, ma il fascino dell'unica vettura "yenkee" da me apprezzata non c'è più. Due volanti solo perché ho rispetto per questa icona americana.
Ritratto di Fba
20 luglio 2019 - 15:16
1
Nessuno va a sindacare il fatto che sia un'auto splendidamente sportiva ma si è perso per me l'aspetto più importante: l'identità, i geni, l'autenticità di un'auto che è stata per decenni semplicemente la corvette! È come se Ford stravolgesse la mustang! Contenti loro... Io non la comprerei mai così ed anzi correrei a prendere uno degli ultimi esemplari della serie attuale che, secondo me, diventeranno dei pezzi di alta collezione!
Ritratto di Willy2000
21 luglio 2019 - 10:15
Col motore in posizione centrale ha perso tutto il suo fascino. https://www.INSTAGRAM.com/BEST_OF_ITALIAN_CARS/
Ritratto di Marco_Tst-97
21 luglio 2019 - 10:25
Di queste auto iconiche o comunque affascinanti, con lungo cofano anteriore, motore anteriore/centrale e trazione posteriore: una su tutte la AMG GT, che ho visto dal vivo fuori e dentro, e ho trovato meravigliosa, come linea e come posizione di guida; avere davanti quel cofano lungo sarà anche più complicato nel caso di immissione su strada, ma è una sensazione unica.
Ritratto di FiestaLory
21 luglio 2019 - 20:39
Sempre un grosso plauso alla redazione per l'effettivo controllo sul blog! Ma vuoi mettere avere un numero di commenti cospicuo?
Ritratto di mika69
22 luglio 2019 - 14:02
Una 911 con il motore anteriore.... stessa cosa. bah !
Ritratto di Alberto de Gregorio
22 luglio 2019 - 17:32
Forse Lei dimentica che in casa Porsche c'è l'eretica Panamera a motore anteriore che, cosa ancora più profana, esiste anche con il motore diesel! Probabilmente Lei è troppo giovane per sapere che verso la fine degli anni '70 la Porsche introdusse la 928 con motore 8V anteriore e trasmissione posteriore; eppure nessuno gridò allo scandalo!. Questa macchina ebbe anche un buon successo commerciale, tant'è vero che rimase in produzione fino al 1995. https://en.wikipedia.org/wiki/Porsche_928 Tornando a questa Corvette C8, mi congratulo con i suoi progettisti perché hanno saputo realizzare una gran bella macchina, il cui cuore resta l'iconico motore 8V che, nonostante la cilindrata apparentemente "monstre" è più leggero di tanti 8V 4000 con testata a 16 valvole che, richiedendo ben 4 alberi a camme (2 per bancata), rendono le testate molto alte, ingombranti e quindi pesanti, con l'ulteriore inconveniente di innalzare il baricentro del motore (e quindi di tutta l'auto). Chiunque "mastichi" un pochino di tecnica motoristica sa bene che l'8V con unico asse a camme centrale e distribuzione ad aste e bilanceri è una costruzione assolutamente razionale che comporta anche pochissime perdite per attrito e che è in grado di regalare al conducente delle emozioni uniche a causa dell'eccezionale coppia "sparata" già a regimi bassissimi. Il nuovo motore è un'evoluzione di quello della C7, e voglio ricordare che una C7 di serie sulla pista di Vairano (che certamente non è molto adatta ad un'auto come la C7) girò in 1'.15,16", cioè appena 2 centesimi in più rispetto alla Ferrari 458 Italia, e battendo di 3 centesimi anche un mostro sacro come la Porsche 911 Carrera S! (qui la tabella dei tempi: https://fastestlaps.com/tracks/vairano-handling-course ). I progettisti hanno dichiarato che il loro obbiettivo era di costruire un'auto con il baricentro coincidente con la posizione del pilota (cosa impossibile da ottenere con lo schema della C7), il che regala sensazioni di guida uniche, complimenti! E complimenti anche per avere costruito una bellissima macchina dal prezzo che definirei "democratico", perché i soliti marchi blasonati prosperano soprattutto grazie a chi ha denaro da buttare. Spero con questa mia di ricevere qualche commento tecnicamente sensato, ma saluto cordialmente anche chi riesce ad esprimersi solo con argomenti incivili.
Ritratto di Marco_Tst-97
22 luglio 2019 - 17:47
Tutto giusto, ma allora perché non pensare ad una Corvette C8 con impostazione classica e ad una supersportiva a motore centrale con un altro nome? Sempre facendo riferimento a quanto hai scritto, la Porsche introdusse si la 928, con motore anteriore, negli anni 70, ma proprio perché l'impostazione era inusuale per il marchio, guarda caso hanno evitato di sostituire la 911 con tale modello, come invece fatto a suo tempo con la 356 proprio dalla 911 stessa.
Ritratto di Alberto de Gregorio
22 luglio 2019 - 18:31
Lo schema tansaxle con la C7 era giunto al capolinea, perciò era impossibile evolverlo. Se si tiene conto della dinamica di guida, quando il baricentro è, come dicono gli esperti, "sotto al sedere", il pilota ha nella guida al limite l'immediata sensazione se l'auto sta partendo di sovra o di sottosterzo. Infatti i progettisti della C8 hanno evidenziato proprio questo aspetto (l'impagabile sensazione dell'auto che "gira" intorno al pilota). Invece con il transaxle essendo le masse disposte agli estremi, nella guida al limite il comportamento dell'auto diventa imprevedibile; invece con la massa centralizzata e con il baricentro basso, dosando opportunamente freno e acceleratore si può far reagire la macchina come si vuole, il che significa puro divertimento di guida anche per i meno esperti. Quindi bando alla nostalgia, e si tenga conto del fatto che la vera anima della Corvette è il suo bellissimo motorone, perciò faccio i complimenti agli ingegneri americani che sono stati capaci di abbassare ulteriormente il già bassissimo baricentro adottando la lubrificazione a carter secco. Se Lei ha dato un'occhiata al mio link sulla 928, avrà letto che con quel modello la Porsche intendeva sostituire proprio la 911!
Ritratto di Marco_Tst-97
22 luglio 2019 - 18:47
E invece non l'ha fatto, l'ha affiancata, e con il tempo è scomparsa dai listini... mentre la 911, "classica", per così dire, è ancora qui. Qualcosa vorrà pur significare, no? Non ci sono scuse: questa non avrebbe dovuto chiamarsi Corvette. Al contrario di quanto scrivi, una delle caratteristiche delle sportive americane, Corvette in primis, che le faceva tanto apprezzare era proprio l'imprevedibilità, la richiesta di una certa esperienza alla guida per domarla. Alcuni nomi iconici lo dicono loro stessi: la Mustang ne è un esempio, l'immagine del cavallo selvaggio americano da domare. Agli acquirenti di Corvette non importa nulla se la nuova sia più prevedibile, guidabile anche da un bradipo con gli occhi bendati oppure no; anzi, più è facile da guidare e meno gli piace, perché loro vogliono una sportiva vecchio stampo, che richieda perizia nella guida, non una che potresti metterla anche in mano al primo barbone (senza offesa per chi dovesse trovarsi nella condizione) che sia casualmente dotato di patente! Che si tecnicamente una scelta sensata dal punto di vista dello sviluppo futuro è innegabile, ma rimane il fatto che, secondo me, e quanto pare non sono solo, avrebbe dovuto avere un altro nome...
Pagine