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Dallo Ied un buggy per il Salone di Ginevra

8 febbraio 2018

La scuola di design Ied ha ottenuto la collaborazione della Hyundai e sta lavorando ad una elettrica senza vetri, tetto e portiere.

Dallo Ied un buggy per il Salone di Ginevra

LA HYUNDAI SUPERVISIONA - Gli studenti del corso di laurea in disegno dei trasporti allo Ied di Torino stanno lavorando in queste settimane alla proposta di stile per il Salone dell’automobile di Ginevra (8-18 marzo), un’auto futuribile priva del tetto e delle portiere messa a punto con la supervisione del centro stile europeo della Hyundai, che ha indicato le linee guida del progetto e definito quello “vincente”. Il prototipo si chiama Kite e ha le fattezze di una dune buggy, le automobili dotate di una carrozzeria ai minimi termini fatte per essere guidate in spiaggia con il vento fra i capelli.

DETTAGLI SPORTIVI - La Hyundai Kite ha dimensioni compatte (è lunga 375 cm), due posti e un motore elettrico, stando alle anticipazioni fornite dallo Ied, che ha realizzato per la prima volta un modello di stile ben definito anche all’interno: i prototipi costruiti per le ultime 14 edizioni della rassegna svizzera non avevano un abitacolo curato come la Kite. Lo Ied non ha anticipato molti dettagli sull’auto, ma dalle immagini è evidente che questa avrà un’impostazione di tipo sportivo, grazie ai sottili cupolini al posto del classico parabrezza in vetro e ai sedili a guscio separati da quello che sembra uno spesso tunnel centrale.

LAVORO DI GRUPPO - I ragazzi dello Ied che hanno messo a punto la Kite sono quindici e fra loro curiosamente c’è solo un italiano. Tutti fanno parte del master in disegno dei mezzi di trasporto, una specializzazione post-laurea biennale in cui vengono affrontati argomenti come lo stile esterno, degli interni e anche l’interfaccia utente, ovvero le icone ed i menù per muoversi all’interno di un sistema multimediale. Quest’anno lo Ied (una scuola privata con sedi a Torino, Milano, Roma e all’estero) ha ottenuto la collaborazione della Hyundai, che ha tracciato i confini del progetto e scelto l’idea migliore dopo le proposte iniziali. Gli studenti da allora stanno lavorando a quella.



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