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Decreto Rilancio: le ipotesi sulle nuove regole per gli spostamenti

di Fabio Madaro
Pubblicato 13 maggio 2020

In attesa del Consiglio dei ministri, esaminiamo le proposte contenute nella bozza circolata in queste ore.

Decreto Rilancio: le ipotesi sulle nuove regole per gli spostamenti

Il Consiglio dei ministri si pronuncerà a ora sul Decreto Rilancio da 55 miliardi, ma in queste ore sono però trapelate alcune autorevoli indiscrezioni sui prossimi provvedimenti del Governo. Così è probabile ad esempio che dal prossimo lunedì 18 maggio l’autocertificazione sarà necessaria solo per uscire fuori dalla propria regione di residenza. All’interno della propria regione quindi gli spostamenti torneranno ad essere liberi e non sarà più obbligatorio giustificarli attraverso le quattro ragioni per le quali erano fino ad ora consentiti: motivi di lavoro, salute, urgenza o visite a congiunti. Inoltre, in attesa dei risultati del monitoraggio sull’andamento dei contagi in Italia, si stanno mettendo a punto le misure per la riapertura delle attività commerciali.

Al contrario, per oltrepassare i confini regionali sarà necessario giustificare il trasferimento che sarà consentito per tre motivi: motivi di lavoro, motivi di urgenza e motivi di salute. Vietata dunque la visita ai congiunti fuori regione. Resteranno vietate diverse altre attività, quali il divieto di assembramento, bisognerà continuare a mantenere le distanze di sicurezza e saranno fissate metrature standard per i locali pubblici. 

Inutile sottolineare che la mascherina continuerà ad essere obbligatoria per tutti luoghi chiusi e altamente raccomandata nei luoghi aperti, specie quelli più affollati. Con il nuovo decreto dovrebbero riaprire anche i centri commerciali: sono allo studio le regole per garantire la sicurezza. È evidente che ci saranno ingressi scaglionati e non è escluso che si ricorra a orari differenziati di apertura e chiusura.

Sara infine possibile andare nelle seconde case, purché nella stessa regione di residenza, anche per soggiornare. Resta invece il divieto di andare nelle seconde case che si trovano in altre regioni, se non per motivi di urgenza legati alla manutenzione.



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