MAI COME IN QUESTO PERIODO è conveniente comprare un’auto. Dopo aver dedicato la cover story del mese scorso alle “promozioni di primavera”, torniamo sull’argomento con un “focus” sugli sconti. Sono numerose, ormai, le case che non si limitano a “pagare” l’Iva in luogo del cliente, ma si spingono oltre la soglia del 22% di riduzione con offerte che arrivano a tagliare di quasi un terzo il prezzo di listino. Proposte alle quali (in teoria) è difficile resistere, perché — come scriviamo nella nostra guida all’acquisto che trovate da pagina 16 — non riguardano soltanto esemplari in pronta consegna, o vetture destinate alla sostituzione.
A RENDERE ANCORA PIÙ INTERESSANTI le offerte provvedono talvolta le concessionarie (ne abbiamo visitate decine, in incognito), con ulteriori “aiutini”: pur di non lasciarsi scappare il cliente, c’è chi attinge dal proprio (risicato) margine per proporre un extra-bonus allettante. E allora, come mai di clienti se ne vedono pochi? Non tragga in inganno l’aumento delle vendite contabilizzato dal ministero dei Trasporti nei primi quattro mesi del 2014: da una lettura più attenta dei numeri emerge che se la domanda totale è in crescita, lo si deve alle società di noleggio, che acquistano per conto di aziende e liberi professionisti.
INVECE, LA RICHIESTA DI AUTO da parte delle famiglie (solo il 58,5% in aprile) continua a perdere quota. E non è il caso di contare troppo sui nuovi ecoincentivi, che dopo il flop dell’anno scorso riservano più risorse ai privati per l’acquisto di vetture “pulite”: i fondi messi a disposizione dallo Stato erano e restano pochi. Per far tornare i clienti in concessionaria (e rilanciare un settore strategico per la nostra economia) servono ben altre misure. Per esempio, la possibilità anche per i privati di portare in deduzione dalla dichiarazione dei redditi una parte dei costi sostenuti per l’acquisto dell’automobile. La richiesta è già stata posta dall’Unrae (l’associazione dei costruttori esteri) alla classe politica. Si attendono risposte. Possibilmente concrete.
Guido Costantini



