L'UFFICIO COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI che ci governa le pensa tutte per rendere difficile la vita agli automobilisti. L’ultima trovata è l’obbligo di comunicare alla Motorizzazione, per annotarlo sul “libretto”, il nome di chi utilizza per più di 30 giorni un veicolo del quale non è intestatario. Dopo avere messo in allarme un po’ tutti, sembra che l’obbligo (in vigore dal 3 novembre) non riguardi chi presta l’auto a un famigliare o a un amico, e nemmeno chi usa vetture aziendali in fringe benefit, ma interessi alcuni casi ben definiti. Come quelli di enti o imprese (intestatari del veicolo) che cambino denominazione, oppure chi guida una vettura avuta in eredità o per conto di un soggetto giuridicamente incapace. Nel momento in cui mettiamo in pagina questo editoriale, tuttavia, non si è ancora vista l’attesa circolare del ministero dell’Interno che dirà (o dovrebbe dire) l’ultima parola al riguardo.
IN COMPENSO SI È PERSA OGNI TRACCIA di importanti provvedimenti più volte annunciati. L’elenco è lungo: dall’introduzione del reato di omicidio stradale all’accorpamento del registro del Pra con quello della Motorizzazione, dalla trasformazione del “bollo auto” in tassa di circolazione (oggi è un’imposta di possesso che colpisce il bene indipendentemente dal suo utilizzo) alla nuova Ipt sui passaggi di proprietà, che dovrebbe essere proporzionale al valore del veicolo (cioè meno punitiva). Di tutto questo non si è visto nulla. Nel frattempo, chi usa l’auto continua a farlo, con i problemi di sempre. Mentre chi vorrebbe cambiarla si scontra con le difficoltà economiche che tutti conosciamo, e spesso rimanda l’acquisto. Col risultato che abbiamo il parco circolante più vecchio d’Europa.
ED È UN PECCATO, perché la creatività delle case automobilistiche sta dando proprio in questa stagione difficile buoni frutti. Abbiamo già scritto che le piccole crossover (alle quali dedichiamo sette test da pagina 18) sono le auto del momento, capaci di interpretare lo spirito dei tempi grazie a un design giovane e a prezzi, dimensioni e consumi ragionevoli. Ora l’offerta si è ulteriormente allargata con le nuove proposte del gruppo FCA, la Fiat 500X e la Jeep Renegade. Due modelli attesi, che, pur avendo personalità diverse, nascono sulla stessa base e, lo ricordiamo, vengono prodotti in Italia. Segno che nel paese dove tutto è complicato e le promesse dei politici faticano a concretizzarsi, c’è anche qualcuno che le cose le fa, e bene.
Guido Costantini



