03
2013
marzo 2013
Editoriale pubblicato su alVolante di

Campagna elettorale, l’auto grande assente

SIAMO NOI AUTOMOBILISTI i veri grandi assenti dalla campagna elettorale che sta monopolizzando l’attenzione di giornali e tv. Noi, vessati da un Fisco feroce quando acquistiamo l’auto, la usiamo e la rivendiamo; e con noi, l’automobile nel suo insieme, intesa come sistema produttivo e commerciale, una filiera in crisi da anni eppure beatamente ignorata nel dibattito pubblico di questi giorni. Almeno sino al 31 gennaio, cioè al momento in cui scriviamo queste amare considerazioni sulla distanza tra la politica e il paese reale, gli automobilisti e l’automobile non compaiono nelle dichiarazioni dei leader di schieramento o di partito, e tanto meno nei programmi elettorali.

LI ABBIAMO LETTI, I PROGRAMMI: a parte qualche generico richiamo alla “mobilità sostenibile” e al taglio delle accise che “incidono sul costo dell’energia”, non c’è granché. Qualcuno, come il Movimento 
5 Stelle, intende disincentivare l’uso dei mezzi privati a motore nei centri urbani, mentre Sel, oltre a valorizzare il trasporto su rotaia, propone che le vetture tradizionali cedano il passo a quelle alimentate con energie alternative. Solo parole? Non necessariamente. L’importante è sapere che scelte come queste, se gli elettori dovessero mai sposarle, avranno dei costi e, soprattutto, tempi di realizzazione non brevi. A mancare, in realtà, è la consapevolezza generale del peso del settore sull’economia (alla quale l’automobile contribuisce con l’11% del Pil) e il riconoscimento, tra l’altro, del ruolo sociale esercitato da tante piccole aziende radicate nel territorio. Non esiste solo il caso Ilva: quando una concessionaria chiude non fa rumore, ma impoverisce un’intera comunità.

VIENE DA CHIEDERSI SE I POLITICI sanno che il mercato dell’auto è tornato ai livelli di trent’anni fa, col conseguente calo del gettito Iva per 2,3 miliardi di euro nel solo 2012. Probabilmente lo sanno. Ma forse a loro interessano maggiormente i 36,5 miliardi di euro versati all’Erario in carburanti, il 12,4% in più del 2011 nonostante si vada meno in macchina perché “girano meno soldi”. Possibile? Sì: le imposte sulla benzina sono aumentate del 19,7% e quelle sul gasolio addirittura del 28,5%...

Guido Costantini



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