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2015
gennaio 2015
Editoriale pubblicato su alVolante di

Cara Unrae, i 2.000 euro di aiuti “mettili” anche tu

ALLA FINE LA PROPOSTA E' ARRIVATA. Al governo Renzi, l’Unrae chiede un pacchetto di sgravi fiscali per rilanciare la domanda di auto, che in Italia è asfittica ormai da anni. L’unione delle case estere punta a riportare clienti nelle concessionarie attraverso un sistema di detrazioni ispirato a quello previsto per la ristrutturazione delle abitazioni e rivolto soprattutto alle famiglie. Queste ultime, fiaccate dalla crisi, reagiscono alla generale incertezza economica con un atteggiamento prudente: rinviano l’acquisto e, se proprio devono comprare un’automobile, ripiegano sull’usato. Infatti, il segno positivo con il quale potrebbe chiudersi il bilancio 2014 delle vendite di auto nuove (da gennaio a ottobre eravamo a un +4,5% rispetto al 2013) sarà dovuto all’area business, cioè alle aziende che hanno rinnovato le flotte.

PER LE FAMIGLIE, L'UNRAE CHIEDE IL 10% di detraibilità del costo d’acquisto, fino a un massimo di 2.000 euro in quattro anni, per chi compra un’auto poco inquinante e fa demolire una Euro 0, 1 o 2. Se il mercato reagisse, l’aiuto potrebbe concretizzarsi in circa 300.000 vendite in più nel quadriennio, con vantaggi in termini di sicurezza e inquinamento (visto che si toglierebbero dalle strade altrettante “vecchie carrette”), e senza costi per lo Stato. Che, al contrario, ci guadagnerebbe 22 milioni di euro. Il tutto, a fronte di una copertura finanziaria (lo scoglio sul quale si sono infrante analoghe proposte in passato) di appena 64 milioni di euro per il primo anno: solo il 5 per mille di quella prevista per le ristrutturazioni delle abitazioni nel 2013.

LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO? Sono i numeri a dirlo, se si ricorda che nel periodo d’oro il mercato italiano veleggiava sopra i 2.300.000 contratti l’anno, circa 950.000 in più di quelli che, con ogni probabilità, verranno registrati in tutto il 2014. I centomila clienti in più auspicati dall’Unrae nel solo 2015 come conseguenza della sua proposta sono una goccia nel mare della crisi di un settore che in sei anni ha perso 26.500 addetti e il 18,6% del giro d’affari. Quanto ai 2.000 euro di detrazione, basta andare in una concessionaria e trattare un po’ per vedersi riconoscere sconti ben più significativi. Dunque, perché non affiancare a questa richiesta uno “sconto Unrae” di pari entità, da sommare, naturalmente, alle promozioni delle singole case e delle concessionarie? Sarebbe un modo per dire “Noi ci siamo, lo Stato faccia altrettanto”. E i nuovi clienti, forse, sarebbero più numerosi.

Guido Costantini



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