04
2019
aprile 2019
Editoriale pubblicato su alVolante di

Chi ci complica la vita e chi ce la semplifica

BENZINA? DIESEL? METANO? Elettrico? Ibrido? E così via. Uno spot televisivo riassume bene la complessità delle scelte, e quindi anche dei problemi, che si parano di fronte a quanti, in questo complicatissimo periodo, hanno la stravagante idea di acquistare un’automobile. Dietro ogni quesito c’è la paura di sbagliare, cioè il timore di trovarsi alle prese con un mare di guai e, in definitiva, di perdere dei soldi. Un po’ come chi, fino a ieri, guardava ai modelli a gasolio con la certezza che fossero la soluzione migliore (ed effettivamente lo erano e lo sarebbero tuttora, a condizione di percorrere molti chilometri ogni anno, magari fuori città). E che però, abitando in una delle zone metropolitane del nostro paese che stanno mettendo progressivamente fuori gioco il diesel, oggi non sa che pesci pigliare perché teme di non poter più usare l’auto come prima, e di rimetterci (almeno in parte) il valore dell’usato.

CHI PUNTA SULLA BENZINA è al riparo da questi rischi, ma spende nettamente di più per fare rifornimento. Mentre con il gas il problema può essere ancora quello di trovare facilmente il distributore. Un limite condiviso (per il momento) con quei coraggiosi che si avventurano nel mondo dell’elettrico, dove bisogna cimentarsi con i provider di energia, i tempi di ricarica, le wall-box, l’autonomia delle vetture. Ogni scelta ha i suoi pro e contro, com’è ovvio. Il fatto è che se siamo arrivati a una situazione tanto complessa lo dobbiamo alla contraddizione tra le scelte strategiche dell’Unione europea, che chiede di limitare le emissioni di anidride carbonica, e le decisioni degli amministratori locali. Concordi, questi ultimi, nel punire il diesel, il motore termico con le emissioni di CO2 più favorevoli e sul quale i costruttori hanno molto investito.

A COMPLICARE LE COSE ci si è messo il governo. Non tanto per aver premiato le elettriche e le ibride, e colpito le vetture che emettono più di 160 grammi/km di CO2, ma per il modo a dir poco caotico in cui il provvedimento bonus-malus è giunto in porto. Mentre scriviamo manca ancora il decreto interministeriale di attuazione, e gli operatori del settore sono disorientati. Figurarsi i clienti. Cui le case automobilistiche (non solo quella dello spot) cercano almeno di proporre soluzioni che semplifichino la vita. Vanno in questa direzione formule come il noleggio a lungo termine “tutto compreso” anche per i privati, o la possibilità, offerta da un marchio coreano, di usare l’auto per sei mesi prima di decidere se comprarla. Semplicità e chiarezza contro il caos.

Guido Costantini



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