07
2020
luglio 2020
Editoriale pubblicato su alVolante di

Chi guida avvelena anche te. Digli di smettere

HA UN CHE DI SCONCERTANTE il comunicato stampa del Comune di Milano del 31 maggio. Dedicato alle linee guida della giunta sul tema della sponsorizzazione degli spazi pubblici, accosta “i brand automobilistici non coerenti con le policy di sostenibilità ambientale promosse dal Comune” ai superalcolici, al tabacco e alle armi, vietandone la pubblicità diretta o indiretta. Si potrebbe ribattere che le auto sono innanzitutto dei mezzi di trasporto (spesso sopperiscono alle carenze dei servizi pubblici) e che se è vero che inquinano, negli anni hanno anche migliorato parecchio la qualità delle emissioni. Sia chiaro: chi governa le istituzioni locali ha tutto il diritto di fare le sue scelte, anche se non le condividiamo. A Palazzo Marino, però, non si limitano a mettere insieme le pere con le mele, cioè le auto con sigarette e pistole. Il comunicato prosegue infatti equiparando, sostanzialmente, la pubblicità delle auto al porno o ai “messaggi offensivi, incluse le espressioni di fanatismo, razzismo, odio o minaccia”. Tutti ugualmente vietati.

 

IL PARADOSSO è che il Comune di Milano è lo stesso che ha appena varato un programma di aiuti da sei milioni di euro, una parte dei quali destinati proprio a chi fa demolire un’auto a benzina (fino all’Euro 2) o diesel (Euro 5 compresa) per passare all’ibrido, all’elettrico o al gas. Fino a € 6.000 di bonus che si aggiungono a quelli statali, rifinanziati per il 2020 e il 2021 con una dotazione che il comparto auto chiede di allargare. Senza però aver ricevuto risposta, tranne la “comprensione” di Patuanelli e Gualtieri per le ragioni dell’automotive.

 

A CHI RITIENE CHE OGGI sostenere la domanda di automobili abbia poco senso e sia meglio intervenire a monte, sulla filiera della produzione (per esempio, con misure come la contestata garanzia pubblica per il prestito chiesto dal gruppo FCA), si può rispondere che le due cose non sono così in contrasto. O vogliamo ritrovarci con i piazzali di vendita ancora più affollati di quanto già siano? Certo, servirebbe un serio piano di politica industriale. Per una volta, prendiamo esempio dal governo francese: oltre ad avere garantito prestiti per cinque miliardi alla Renault (che dovrà procedere a dolorosi tagli di personale), ne ha messi sul piatto otto, con incentivi fino a 7.000 euro per elettriche e ibride. In Italia, il fondo statale per gli ecobonus è di 300 milioni: noi, con qualche eccezione e in un clima da caccia alle streghe, puntiamo sui monopattini.

Guido Costantini



Aggiungi un commento

VIDEO IN EVIDENZA