02
2012
febbraio 2012
Editoriale pubblicato su alVolante di

Chi può farlo, compri

LA CRISI PICCHIA DURO, ormai l’abbiamo capito. Tv e giornali ci ripetono in continuazione quanto sarà travagliato il futuro, ma le difficoltà le stiamo già affrontando tutti: basta fare la spesa o fermarsi dal benzinaio. Pil a parte, un numero rende meglio di altri la situazione ed è quello che indica l’aggravio per ogni famiglia dovuto alla sola manovra Monti: 1.129 euro l’anno, almeno secondo le associazioni dei consumatori. Se il clima è questo, passa davvero la voglia di entrare in concessionaria, anche solo per dare un’occhiata alle ultime novità. Si ha quasi paura di farsi prendere dalla tentazione di spendere. E infatti la propensione all’acquisto dell’automobile è ai minimi storici: le previsioni più autorevoli ci dicono che in Italia quest’anno se ne venderanno a malapena 1.680.000, cioè 281.000 in meno che nel 2010, quando il mercato era già in picchiata dopo la fine degli ecoincentivi.

E DIRE CHE MAI COME IN QUESTO PERIODO un’esplorazione negli autosaloni può offrire delle buone opportunità a chi pensa di cambiare macchina. Le concessionarie sono in difficoltà, molte hanno i piazzali pieni di auto in attesa di un proprietario: vetture che “vengono via” a condizioni particolarmente vantaggiose. Le occasioni migliori si ottengono con quelle in fine serie e con le chilometri zero, per le quali (come sanno bene i lettori di questo giornale) gli sconti sono elevati, ma bisogna prendere quello che passa il convento. Tuttavia, anche per chi punta a un acquisto più personalizzato, e quindi deve ordinare la “sua” auto per averla in un certo colore e con determinati accessori, il momento è favorevole. Lo abbiamo verificato con un’inchiesta che ha coinvolto decine di punti vendita in tutta Italia e che potete leggere da pagina 24.

GRANDI SCONTI, DUNQUE. In alcuni casi si compra addirittura a prezzi di saldo, e senza dover ingaggiare trattative estenuanti. Chi può ne approfitti: non si tratta di prendere per la gola i concessionari, per i quali sarebbe peggio tenersi le vetture invendute con la sola prospettiva di fallire. Per l’automobilista, quelle migliaia di euro in meno spuntate sul prezzo della macchina sono soldi che lo ripagheranno di un paio d’anni d’utilizzo (sempre più oneroso, ora che oltre alle assicurazioni più care abbiamo anche il non invidiabile primato del “pieno” più costoso in Europa).

Guido Costantini



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