04
2020
aprile 2020
Editoriale pubblicato su alVolante di

Chiusa Ginevra, ripartiamo da Milano (e da Monza)

L'ANNULLAMENTO DEL SALONE DI GINEVRA per coronavirus è la rappresentazione plastica della fragilità di un sistema economico fatto di relazioni, scambi, iperconnessione, globalizzazione. Luogo simbolo dell’automobile, territorio neutrale per l’assenza di un costruttore locale in grado di imporsi (anche mediaticamente) sulla concorrenza, salotto buono dove i top manager, da sempre, incontrano la stampa internazionale e “si incontrano”, il Motor Show della città elvetica è uno straordinario palcoscenico dove presentare le novità di prodotto e le strategie che le accompagnano. Chiuderlo per arginare il contagio (decisione inevitabile, con oltre 600.000 visitatori previsti) dà la misura di quanto sia grave la situazione. 

OGGI TUTTI DIPENDONO DA TUTTI, e per fermare la produzione di auto può bastare lo stop in uno stabilimento della componentistica. Come sta accadendo. Se poi a bloccarsi è il gigante asiatico nel suo complesso, cioè la “fabbrica del mondo”, le conseguenze sono devastanti. Il problema non riguarda solo i costruttori e le loro difficoltà logistiche e organizzative. Le auto, oltre che prodotte, vanno vendute. E, per evitare che ci colpisca anche il virus dell’incertezza, spingendoci a rimandare l’acquisto di un bene durevole (e impegnativo, per tanti, dal lato economico), urgono misure di sostegno. 

PER AFFRONTARE L’EMERGENZA il governo ha disposto il raddoppio delle risorse destinate a imprese e famiglie, stanziando 7,5 miliardi di euro. Bene. Mentre scriviamo, però, non risulta che gli incentivi all’acquisto anche per le vetture non elettriche, proposti dal ministro dello Sviluppo economico Patuanelli, abbiano trovato applicazione. Il comparto automotive vale il 10% del nostro Pil, e l’Unrae (che rappresenta le case estere operanti in Italia) stima, in assenza d’interventi, un calo di 300.000 unità nelle vendite del 2020. Il settore era già in difficoltà e richiede concretezza e decisioni rapide. Come quella, presa proprio mentre il Salone di Ginevra veniva annullato, di presentare a Milano la Nuova 500, la più importante novità Fiat di quest’anno. Un endorsement di grande rilievo per la metropoli lombarda e quindi per l’intero Paese, anche in vista del Milano Monza Motor Show: l’appuntamento con le auto che potrà contare sulle sinergie generate dalla concomitanza con il Salone del Mobile, spostato a giugno. Coronavirus permettendo, è un’occasione da non mancare.

Guido Costantini

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