È VERAMENTE DURA sopportare il peso della benzina e delle assicurazioni più care d’Europa. E gli automobilisti italiani se ne sono accorti. Infatti, comprano poche auto e le usano sempre meno, come risulta dai dati di vendita (tanto negativi da avere riportato il mercato alle dimensioni dei lontani anni 80) e dal nostro chilometraggio annuo, a sua volta in discesa. Appena ha bisogno di soldi, “tanti, maledetti e subito”, lo Stato inasprisce il carico fiscale sui carburanti: le conseguenze le sperimentiamo tutti, sulla nostra pelle, da quando, l’anno scorso, è stato varato il pacchetto “Salva Italia” che ha aumentato le accise sui carburanti. E nuovi ritocchi potrebbero arrivare con le misure per finanziare la protezione civile.
CERTO, CI SI PUÒ DIFENDERE: evitando la guida sprecona, puntando sui distributori no logo (leggete l’inchiesta a pagina 15), comprando - chi può farlo - auto dai bassi consumi. Oppure, ed è quanto sta accadendo, facendo a meno dell’automobile: prospettiva impensabile in un paese che voglia crescere. Ma che cosa fa il governo Monti per fronteggiare una situazione che richiede interventi di stimolo per la domanda? In attesa del rincaro autunnale dell’Iva (il passaggio dal 21 al 23%, previsto per ottobre, rischia di assestare il colpo di grazia al settore), sceglie la strada del nulla di fatto su un tema non secondario come quello della tariffa unica nazionale per la Rca.
VI SEMBRA GIUSTO che chi abita a Napoli paghi una Rca più che doppia rispetto ai residenti in altre zone d’Italia, anche se non provoca incidenti? A noi no. E nemmeno a chi aveva immaginato una tariffa unica di base, per la prima classe di bonus malus, valida per tutto il territorio italiano. Questa “parità di trattamento” era prevista dalla legge sulle liberalizzazioni. Ma le compagnie si sono messe di traverso, interpretando il testo a loro favore e proponendo di far pagare a tutti gli assicurati gli oneri derivanti da questa riforma. Il governo, di fatto, ha deciso di mantenere tutto com’è. Che le truffe tanto diffuse al Sud abbiano un costo, nessuno lo nega: ma non dev’essere pagato dagli onesti. E di onesti ce ne sono tanti, al Nord come al Sud.
Guido Costantini



