VALLO A SPIEGARE, ALL’AMICO concessionario incontrato per caso, che l’elettrico e le vendite online in fondo sono una grande opportunità anche per lui, come vuole il tam tam della comunicazione e il “dibattito tra esperti” su Linkedin. Come fai a dirglielo mentre ti confessa che, data la situazione, solo un miracolo consentirà alla sua azienda, aperta più di mezzo secolo fa, di arrivare a fine anno? La “situazione”, come la chiama lui, non è solo quella che ci hanno lasciato la pandemia e le sue restrizioni, il mezzo milione di clienti persi in Italia nel 2020, gli incentivi dati col contagocce, la prospettiva di un recupero limitato delle vendite nella seconda metà dell’anno e a condizione che l’economia si riprenda davvero.
SULLE CONCESSIONARIE PESANO i bassi margini derivanti dalle vendite delle auto e costi elevati. Alcuni meramente d’immagine (“Solo sostituire le insegne, perché la casa di cui vendo i prodotti sta cambiando il logo, mi costa 20.000 euro”) e altri, ben più pesanti, in formazione e attrezzature. Riparare le elettriche, come spieghiamo a pagina 122, non è uno scherzo: richiede competenze tecniche e professionali ancora poco diffuse, impianti dedicati, grossi investimenti. La strada della transizione energetica è lastricata di sfide che non tutti sono in grado di affrontare. E sul settore pesa l’incognita delle nuove norme europee, pensate per stimolare la concorrenza a vantaggio dei consumatori, ma dure da digerire per chi vende auto.
DAL 2023, SE LE NUOVE REGOLE verranno confermate, spariranno i venditori legati ai brand dei singoli gruppi, per fare posto ai plurimandatari, e in quest’ottica si è mosso il gruppo Stellantis col preavviso di disdetta recapitato nei giorni scorsi ai suoi dealer nel Vecchio Continente. Non sarà la fine delle concessionarie, non di tutte almeno: dall’inevitabile processo di aggregazione che ne seguirà dovrebbero uscire punti vendita più forti dal lato economico ed efficaci nell’intercettare la clientela. L’augurio è che siano altrettanto efficienti nel prestare ascolto a chi si rivolge loro. Come risulta dall’annuale studio della società di consulenza Deloitte, oggi si continua a preferire il rapporto personale con i venditori alla freddezza delle modalità d’acquisto online. In tutto il mondo, le auto vogliamo vederle, toccarle, guidarle; e parlare con chi ce le vende. È un patrimonio, fatto innanzitutto di fiducia, da non disperdere.
Guido Costantini



