LA VERA NOVITÀ di questa calda estate 2012 non è lo sconto sui carburanti IP che la Fiat riserva ai suoi nuovi clienti (una bella idea di marketing, ma con qualche incognita di troppo per il consumatore, come scriviamo nella nostra inchiesta a pagina 12), quanto la discesa dei prezzi dei combustibili. Innescata dall’operazione “Riparti con Eni”, questa tendenza è qualcosa di concreto, che tocca direttamente le tasche. Il popolo degli automobilisti più tartassati d’Europa lo sa e ha risposto, se è vero che l’iniziativa della compagnia petrolifera italiana (subito rilanciata da altri operatori come Esso e Q8) ha attirato nelle sue stazioni di servizio tre milioni di auto nel primo weekend e addirittura cinque nel secondo.
CON LA BENZINA A 1,580 EURO il litro e il gasolio intorno a 1,480, il beneficio per i consumatori è nell’ordine dei 10 euro a pieno. Niente male, ma il vantaggio circoscritto al fine settimana sarebbe poco rilevante se il lunedì mattina si fosse tornati ai livelli insostenibili dei giorni precedenti. Non è andata così: il generale raffreddamento dei prezzi è sotto gli occhi di tutti. Che cosa è successo? I petrolieri si sono trasformati in un’associazione di beneficenza? Non scherziamo. Nei primi cinque mesi di quest’anno i consumi dei carburanti sono scesi del 10,5%: andare in macchina ormai costa talmente tanto che, appena è possibile, si rinuncia a usarla. Allarmate da una situazione senza precedenti, le compagnie sono semplicemente corse ai ripari: sanno bene che un giorno di sciopero degli automobilisti non serve a niente, ma anche che, se la gente si abitua a disertare i distributori, per loro sono guai.
ALL’ENI, L’OPERAZIONE COSTA 180 milioni di euro: dicono di considerarli un investimento “in immagine”. La cifra è grossa: sono poche le grandi aziende che ogni anno spendono altrettanto in pubblicità. Saranno soldi ben impiegati, però, soltanto se l’iniziativa (pesantemente criticata dall’Assopetroli, l’associazione delle piccole e medie imprese petrolifere che accusano la compagnia di concorrenza sleale ai loro danni) contribuirà davvero a introdurre un po’ di concorrenza nel settore. Quello della vendita dei carburanti è uno dei mercati più “blindati”: per aprirne le porte a vantaggio dei consumatori non bisogna fermarsi qui. Né dimenticare che, oltre alle tasse e alle accise, un certo peso sul prezzo alla pompa lo ha anche il costo del petrolio, da mesi in discesa.
Guido Costantini



