TRA GLI ITALIANI E IL DIESEL pare sia tornato l’amore. Dopo la grande ubriacatura collettiva per le auto a gas, determinata più dal portafogli che dallo spirito ecologico, le vetture a gasolio hanno ripreso a scalare le classifiche: oggi è loro la maggioranza assoluta delle vendite. Che cosa è successo? Semplicemente che, con la fine degli ecobonus statali, Gpl e metano hanno perso il loro appeal. E poi, a favore del diesel non gioca solo la convenienza economica, che comunque, come spieghiamo nel servizio dedicato al fenomeno (da pagina 20), si manifesta in presenza di determinate condizioni, a cominciare dai chilometri percorsi ogni anno. Questo tipo di motore ha anche altre frecce al suo arco: per esempio, vince in ripresa e in guidabilità, e inquina sempre meno. I consumatori lo premiano, con buona pace di chi lo dava sul viale del tramonto.
MAI COME IN QUESTO MOMENTO i motori diesel, che a parità
di potenza hanno consumi più bassi di quelli a benzina, possono essere
un modo per sentire meno il peso del caro-petrolio. Solo in dicembre, infatti, il pieno è aumentato di quattro euro. Colpa della speculazione finanziaria, oltre che dei mercati petroliferi internazionali che hanno ripreso a correre senza evidenti ragioni. Per difenderci, non possiamo che cercare i distributori meno cari (con sconti e promozioni il risparmio può arrivare a 10 centesimi al litro) e fare rifornimento al self service. E non dimentichiamo di guidare col piede leggero e, prima ancora, di scegliere l’auto più adatta a noi, anche per il tipo di carburante, perché non è vero che il gasolio conviene sempre.
COME SE NON BASTASSE il caro-carburante, dobbiamo difenderci
anche dalle trappole che il gelo apre nell’asfalto. D’accordo, d’inverno il manto stradale si spacca, specie se è fatto male, e con l’azione della pioggia
il degrado è più rapido e devastante. Ma quest’anno le strade sono veramente un colabrodo, in mezza Italia. Forse i comuni non hanno le risorse per la manutenzione, ma è possibile che a pagare siamo sempre noi automobilisti?
Guido Costantini



