L’EDITORIALE DELL’ULTIMO NUMERO di alVolante si chiudeva con l’invito a prendere esempio dai nostri vicini francesi, il cui governo ha a cuore il comparto dell’automobile – e quindi il destino dell’economia nazionale – a tal punto da aver varato un coraggioso piano di sostegno alle vendite da otto miliardi di euro. Ricominciamo da lì, per dire che gli effetti della “cura Macron” (fino a 7.000 euro di incentivi più gli sgravi alla rottamazione, studiati per raggiungere i tre quarti delle famiglie) forse cominciano a vedersi: in giugno, la domanda ha superato per la prima volta i livelli dello scorso anno. In Francia, i consumatori sono tornati a visitare le concessionarie e soprattutto a comprare: le 233.000 vetture acquistate il mese scorso (+1,2%) danno il segno di un ritrovato ottimismo.
INTANTO, DA NOI SI ANDAVA IN ONDA un altro spettacolo: il deludente -23% del mercato italiano (con appena 132.457 auto vendute) in giugno e il -46% nel semestre. Uno scenario da profondo rosso, preoccupante ma atteso per il disinteresse con cui il governo (e non solo: nel famoso “piano Colao” non c’è un riga sull’automobile) tratta un settore strategico per il Paese. Evidentemente, le ultime fabbriche italiane che producono auto (tra le quali il “gioiello Jeep” di Melfi), quelle della componentistica e le migliaia di concessionarie in crisi, non meritano attenzione; e lo stesso capita ai loro lavoratori. Né sembra avere importanza il contributo che il settore garantisce al Pil e al gettito fiscale, e neppure le potenzialità (per il rilancio italiano) di una strategia mirata di sostegno alla domanda di auto. Dalle nostre parti, ai fatti si preferiscono le parole, ai piani di politica industriale le parate autoreferenziali (ogni riferimento agli Stati Generali dell’Economia è voluto).
TRA IL RONZARE DI UN MONOPATTINO cinese (lui sì, incentivato) e quello di una comunicazione politica concentrata nell’annunciare tagli dell’Iva o nel ragionare su incentivi che trascurano il 98% del mercato, facciamo due conti. Riguardano la Fiat 500 elettrica, probabilmente l’auto simbolo, in questa difficile fase, di un’Italia sull’orlo del disastro, tra rinvii e opportunità. Non vi fa effetto sapere che sul mercato d’Oltralpe, al quale è riservata, la serie speciale France Edition alla fine viene a costare circa 18.000 euro, dai 29.900 iniziali? Ma forse bisognerebbe dire invidia...
Guido Costantini



