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2017
ottobre 2017
Editoriale pubblicato su alVolante di

A Francoforte le novità non mancano. Qualcuno sì

FINO A POCHI ANNi FA sarebbe stata impensabile un’edizione del Salone di Francoforte (tra le più importanti rassegne al mondo, dove le case fanno a gara per esibire la propria capacità progettuale, organizzativa ed economica) con tante defezioni come quella “in cartellone” dal 16 al 24 settembre. Mancano all’appello, per esempio, il gruppo FCA (ma non la Ferrari, presente con la nuova Portofino, e la Maserati) e i francesi della PSA (con l’eccezione della Citroën, che sul palcoscenico tedesco svela la C3 Aircross). Assenti pure Aston Martin, Infiniti, Mitsubishi, Nissan, Tesla e Volvo. È stato calcolato che, tutti assieme, i costruttori che hanno “dato buca” all’edizione 2017 rappresentino quasi il 20% delle vendite europee.

 

CHE COSA È SUCCESSO? Possibile che le case, che da tempo s’interrogano sull’efficacia (e i costi) dei motor show tradizionali nell’era del web, comincino a girare le spalle persino a Francoforte e ai suoi 930.000 e passa visitatori (tanti ne arrivarono nel 2015)? O si tratta di un primo, concreto segnale dell’insofferenza per una kermesse che, negli anni, sembra essersi trasformata in un monumento al made in Germany, una festa spettacolare ma difficile da accettare per chi tedesco non è? Chiunque sia stato al Salone di Francoforte non può non essersi accorto della differenza, in termini di spazio e di visibilità, tra gli stand dell’industria di casa e quelli riservati ai concorrenti. Enormi e assolutamente sontuosi i primi, semplicemente “normali” (e quindi inadeguati, spesso, al reale peso commerciale degli espositori) i secondi. 

 

CAMPANILISMI A PARTE, la domanda è se abbia ancora senso spendere milioni di euro (tra stand, personale e comunicazione) per mettere in mostra delle automobili in un contesto come quello di Francoforte o di Parigi, l’altra esposizione biennale da un milione di visitatori, che nel 2016 contò defezioni importanti. Oppure, se valga la pena puntare sugli show dell’hi-tech, come la fiera di Las Vegas, dove anche chi costruisce auto può trovare spazio, sempre che abbia qualcosa da dire. Sta di fatto che a Francoforte, anche stavolta, le novità non mancano, dalla Porsche Cayenne alla Dacia Duster, dalla Volkswagen Polo alla Hyundai Kona e via elencando. E il pubblico - che tanto per cambiare si annuncia numeroso - può vederle da vicino, sedercisi dentro, metterle a confronto. Un’esperienza importante per i (potenziali) clienti: chissà se i “maghi delle strategie” se ne sono accorti.

Guido Costantini

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