CHI SI ASPETTAVA I PREZZI della Giulia dovrà portare ancora un po’ di pazienza: al Salone di Ginevra, la berlina del rilancio Alfa Romeo è stata finalmente mostrata nelle sue versioni “normali”, quelle che, al netto dell’entusiasmo per i 510 cavalli della Quadrifoglio (presentata, fin troppo in anticipo, ormai nove mesi fa), i clienti dovrebbero acquistare in numero ben maggiore. Spendendo quanto, non è stato detto ufficialmente. Ma trattandosi di un’auto che ha l’ambizione di proporsi come alternativa credibile alle tedesche di fascia premium (Audi A4 e BMW Serie 3 in primo luogo), è probabile che l’assegno da staccare sia di almeno 30.000 euro. Al di là dei prezzi, resta il fatto che nemmeno i fan più affezionati sono più disposti a fare sconti al “Biscione” sui temi della qualità e del servizio. La casa italiana dovrà essere all’altezza delle migliori rivali in una sfida che ha tutta l’aria di essere decisiva.
RICORDIAMO CHE IL PIANO INDUSTRIALE indicava in 400.000 le Alfa Romeo da produrre ogni anno, una volta rinnovata la gamma con il lancio di otto nuovi modelli entro il 2018, per un totale di 5 miliardi di investimenti stimati. Il calo della domanda in Cina (che ha messo nei guai un po’ tutti i costruttori impegnati nei ricchi mercati dell’Est asiatico) ha portato allo slittamento del progetto, che dovrebbe completarsi solo nel 2020. Col risultato che la Giulia, l’unica vera novità Alfa Romeo di quest’anno, è più che mai sotto i riflettori: smentite le voci di problemi con i crash test (giravano da prima di Natale), ma confermata dallo stesso Marchionne, proprio a Ginevra, una messa a punto dell’auto più laboriosa del previsto, il “Biscione” ha annunciato che le prenotazioni si potranno fare da metà aprile. Intanto, mentre leggete questo numero di alVolante, la fabbrica di Cassino (che sfornerà probabilmente anche l’attesissima suv di medie dimensioni, in arrivo solo nel 2017) sta avviando la produzione: il “job one”, come i tecnici chiamano il primo esemplare di serie, esce dalla linea a metà marzo.
QUALE SIA LA POSTA IN GIOCO lo dimostra il rientro nel gruppo FCA di un personaggio del calibro di Roberto Fedeli, l’ex direttore tecnico della Ferrari passato alla BMW solo pochi mesi fa. Fedeli si occuperà dello sviluppo delle gamme Alfa Romeo e Maserati, alle dirette dipendenze del grande capo dei due marchi Harald Wester. Già, perché a Ginevra - accanto a prodotti importanti e attesi, ma più in linea con le tradizioni della Fiat, come le Tipo wagon e a cinque porte - debutta anche la Levante, la “supersuv” della Maserati. Qui, dove i margini (e i rischi) sono altissimi, non si può sbagliare.
Guido Costantini



