CHE SIA DAVVERO UNA CONGIURA ai danni degli automobilisti quella in atto da qualche tempo nel nostro paese? Così potrebbe sembrare, visti i quattro bei regalini che ci sono stati recapitati quest’anno. Per primo, il rialzo dell’accisa sui carburanti, un modo a dir poco stravagante di contrastare i continui rincari della benzina che, in maniera altrettanto strana, si fanno sentire anche se il prezzo del petrolio resta basso. Poi, la libertà data alle province (in nome del federalismo fiscale) di aumentare o ridurre l’aliquota di pertinenza sulla Rca, col risultato che di tagli non se ne sono visti, mentre quasi metà delle amministrazioni ha già appesantito la tassa.
QUINDI È TOCCATO ALL’IPT: quel balzello che tutti noi versiamo al momento di acquistare l’auto è stato “riformato” in via definitiva il mese scorso, collegandolo alla potenza. Per ultimo, almeno si spera, ecco l’aumento dell’Iva (dal 20 al 21%) imposto dalla manovra economica del governo. Ha ricadute su tutti i beni e i servizi, dai carburanti ai pedaggi autostradali, dalle assicurazioni ai pezzi di ricambio. Per le sole auto, il rincaro medio è di 165 euro a vettura. Che, sommandosi ai 150 euro in più dovuti alla nuova Ipt, avranno l’effetto, secondo le stime più autorevoli, di sottrare alcune decine di migliaia di clienti a un mercato già in crisi. Con 1.750.000 auto nel 2011 (210.000 in meno rispetto all’anno scorso) e un 2012 in picchiata a 1.700.000, si avrebbe una perdita di fatturato di circa tre miliardi di euro per il settore.
MA A RIMETTERCI sarà anche il fisco, cui l’automobile nel suo insieme versa 67 miliardi di euro l’anno, senza ricevere in cambio infrastrutture adeguate. Perché (almeno per quanto riguarda le auto) l’Iva più cara non basterà a compensare le minori entrate determinate dal calo delle vendite. Viene da chiedersi che fine faranno le misure per la crescita tante volte invocate: dal fisco più “europeo” per le vetture aziendali alla riduzione delle tasse sui passaggi di proprietà (aiuterebbe il mercato dell’usato), agli incentivi per lo sviluppo delle elettriche. A proposito, qualcuno ha notizie del disegno di legge dello scorso luglio che prometteva 5.000 euro di bonus per l’acquisto di un’auto a batterie? Tira oggi, tira domani, la corda rischia di rompersi.
Guido Costantini



