05
2013
maggio 2013
Editoriale pubblicato su alVolante di

Tra incentivi finti e occasioni vere

VOGLIAMO PARLARE DELLA FARSA degli ecoincentivi? Quelli che avrebbero dovuto aiutare i privati ad acquistare le auto a basso impatto ambientale ammontavano a 4,5 milioni di euro, esauriti già 
nella mattina del 14 marzo, quando è finalmente scattata l’operazione. 
A beneficiare dei fondi, poche migliaia di clienti. Di fatto, la presa in giro dei bonus per la conversione a gas delle automobili (3,6 milioni 
di euro disponibili dal 24 ottobre scorso e terminati in poche ore) ha concesso il bis. Senza effetti sulla crisi di un settore che vale l’11,4% del Pil e che contribuisce per il 16,6% alle entrate fiscali del nostro paese.

E NON È FINITA, perché anche gli incentivi destinati alle aziende rischiano di essere inutili: parliamo di 35,5 milioni di euro per l’anno in corso (per il 2014 se ne prevedono, in totale, 35 e 45 milioni per il 2015). A pesare, in questo caso, non è soltanto l’eseguità degli stanziamenti, ma l’assurdità di una normativa che prevede, per avere accesso ai bonus, l’obbligo di rottamare un usato di almeno dieci anni. Tutti sanno, tranne forse chi ha scritto la legge, che vetture così vecchie sono una rarità 
nei parchi auto aziendali. L’ennesima conferma della distanza 
tra il paese reale e una politica che appare sempre più inadeguata.

IN ATTESA DI MISURE SERIE (che non è detto vedranno mai 
la luce) per rilanciare davvero il settore dell’automobile, i clienti si arrangiano. Le “idee salvasoldi”, come scriviamo nella cover story che potete leggere da pagina 16, non mancano, tra modelli a gas, versioni di lancio che regalano migliaia di euro in optional, vetture in fine 
serie e low cost. Quest’ultimo sembra anzi essere il tema del momento, 
dopo che Martin Winterkorn, il capo della Volkswagen, ha annunciato che anche la casa tedesca intende percorrere la strada aperta anni 
fa dalla Renault con la Dacia: l’utilitaria low cost del gruppo di Wolfsburg, destinata ai mercati cinese e indiano, potrebbe arrivare anche in Europa. E non è un mistero che su un prodotto analogo 
stia ragionando pure la Fiat di Sergio Marchionne.

Guido Costantini



Aggiungi un commento

VIDEO IN EVIDENZA