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2019
maggio 2019
Editoriale pubblicato su alVolante di

Gli italiani comprano meno auto. Bella scoperta!

MANCA ALL’APPELLO UN CLIENTE SU DIECI. E viene da chiedersi, scorrendo i dati delle immatricolazioni di marzo e comparandoli con quelli dello stesso mese dell’anno precedente, chi potesse essere tanto ottimista (o fuori dal mondo, decidete voi) da aspettarsi qualcosa di diverso. Del resto, tutto sembra giocare contro chi dovesse avere la pazza idea di entrare in una concessionaria e comprare un’auto. Non staremo qui a tirare in ballo il clima politico incerto (e tale almeno fino alle elezioni europee) o lo scenario economico sfavorevole, con l’Italia sull’orlo della recessione in un contesto generale condizionato dalla Brexit e dai dazi Usa, che pure hanno il loro peso. Parliamo di cose concrete: le tasse sull’auto e il suo uso, nel nostro Paese, restano quelle pesanti che abbiamo sempre denunciato. Col sovraccarico dell’ecomalus governativo che, dal 1° marzo, penalizza chi acquista una vettura che emetta più di 160 grammi per chilometro di CO2.

PER LE ELETTRICHE E LE IBRIDE PLUG-IN, le misure decise dal governo alla fine del 2018 prevedono un aiuto. Vero. Ma il caos che ne ha accompagnato il varo non ha aiutato: il famoso decreto attuativo non si è ancora visto, e la stessa piattaforma necessaria per la richiesta dei bonus non è attiva. Tra l’altro, al netto del disorientamento dei clienti e degli stessi operatori, la manovra interessa per ora poche migliaia di auto. Quelle premiate dagli incentivi hanno fatto registrare un aumento delle immatricolazioni, ma si tratta di vetture destinate comunque a crescere nelle richieste della clientela. Si amplia, curiosamente, anche la domanda delle auto colpite dal provvedimento, ma le vendite in più si devono agli ordini fatti prima dell’entrata in vigore della normativa. Il grosso del mercato riguarda le vetture che emettono da 71 a 160 grammi di CO2, ed è in sofferenza. E se il 6,5% perso complessivamente in Italia nel primo trimestre dovesse confermarsi nei mesi prossimi, saranno guai.

IL 2019 NON SARÀ UN ANNO MERAVIGLIOSO per l’automobile. Ma neanche per la qualità dell’aria. Forse le cose potrebbero andare diversamente se, anziché premiare l’acquisto delle elettriche, che restano un giocattolo per pochi, si mettesse mano a una seria politica di aiuti a favore di chi ha un’auto inquinante (quelle che rispondono alla direttiva ante Euro 4 sono 12 milioni, cioè un terzo del totale) e intenda passare almeno a un usato Euro 5. Più pulito, oltre che, spesso, più sicuro. 

Guido Costantini



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