COME SARANNO LE ALFA ROMEO dell’era Stellantis, il supergruppo nato dalla fusione tra i francesi di PSA e gli italoamericani di FCA? Solo delle Peugeot un po’ palestrate e con l’abito sportivo, come temono i più irriducibili fan del Biscione, quelli cresciuti nella venerazione di Chiti, della Giulietta Sprint e della 33 Stradale, o automobili finalmente in grado di vedersela con le tedesche? Mettendo da parte la nostalgia, ma liberando anche il campo dai facili entusiasmi, dal “questa è la volta buona” di chi non vuole assistere all’ennesimo tentativo di rilancio finito male, molto si giocherà sulla capacità di dare un’anima ai nuovi prodotti.
NON SARÀ FACILE: LA CONDIVISIONE di componenti (meccanica e piattaforme, cioè l’equivalente delle fondamenta per un edificio) tra auto di brand diversi è da decenni la strategia chiave dei costruttori per ridurre i costi. Col rischio, talvolta, di sfornare vetture “tutte uguali”, non tanto sotto il profilo stilistico quanto del feeling di guida, il vero valore aggiunto di un marchio fatto soprattutto di passione come l’Alfa Romeo. È paradossale, comunque, che durante la sua peggiore crisi commerciale degli ultimi anni il Biscione produca modelli del calibro di Giulia e Stelvio, probabilmente tra le migliori Alfa Romeo mai costruite. Sono basate sul raffinato (quanto costoso) pianale “Giorgio”, che ai piani alti di Stellantis hanno promesso d’inserire nel paniere delle quattro piattaforme di gruppo annunciate di recente.
IL FATTO È CHE GIULIA E STELVIO non sono vetture per tutti. La sfida vera si giocherà con auto più accessibili, a cominciare dalla Tonale, la suv media in vendita (anche in versione ibrida plug-in) solo tra un anno. Per consentire all’Alfa Romeo di diventare un “brand premium globale”, com’è nelle ambizioni dei suoi manager, i nuovi modelli non potranno non avere un’identità precisa: quel Dna inconfondibile fatto di bella guida (ricordate la 156 o la 147?) che si ottiene investendo in soluzioni tecniche di qualità. Conta molto anche lo stile, naturalmente. Ma assieme alla capacità di essere sul mercato al momento giusto col prodotto giusto al prezzo giusto. Sembra uno slogan, invece succede: l’ultimo è il “caso Cupra”, giovane brand spagnolo senza un passato, ma dal forte appeal, che il gruppo Volkswagen ha lanciato tre anni fa. Su una suv sportiva come la Formentor, il Biscione non stonerebbe.
Guido Costantini



