11
2013
novembre 2013
Editoriale pubblicato su alVolante di

Ma questa Italia non produce solo incertezza

I PREZZI DELLE AUTO che trovate in questo numero di alVolante hanno ancora l’Iva al 21%, anziché a quel 22% scattato il 1° ottobre nelle ore in cui questo editoriale veniva messo in pagina: i nostri listini erano già andati in stampa quando un weekend di follia politica si è abbattuto sul paese. Scatenando, tra l’altro, un caos prezzi che ha coinvolto un po’ tutti: dai negozianti ai professionisti, dai rivenditori di prodotti per la casa ai cinema, per non parlare di chi si occupa di automobili. Se il mercato ha fatto segnare un risultato ancora “in rosso”, ma non più così negativo come nel recente passato (settembre si è chiuso a -2,9% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso), è anche perché i clienti sono accorsi nelle concessionarie proprio per anticipare il rialzo dell’Iva innescato dalla tempesta politica 
di inizio ottobre. Un aumento che, secondo i centri studi e le associazioni dei consumatori, può “pesare” fino a 350 euro l’anno a famiglia.

PER QUANTO RIGUARDAI PREZZI DELLE AUTO, la crescita media calcolata dalla Federauto è di 220 euro, e avrà come risultato di deprimere una domanda debole, mettendo in ginocchio le concessionarie, già provate 
da una crisi che dura ormai da 40 mesi, e a rischio migliaia di posti di lavoro. Naturalmente, non rincarano soltanto le automobili ma anche i carburanti, le autostrade, i ricambi, tutti i servizi collegati a un bene che contribuisce per il 17% alle entrate fiscali italiane. Una situazione pesante, alla quale si è giunti con le modalità che tutti conosciamo e che confermano la distanza tra il paese reale e le dinamiche incomprensibili della politica.

E DISPIACE, PERCHÉ IL PAESE REALE non è fatto solo di aziende in crisi, macchine invendute nei piazzali delle concessionarie, stabilimenti fermi per la cassa integrazione. Anche in Italia non mancano storie di successo delle quali andare orgogliosi, proprio perché maturate in un contesto difficile: piccole nei numeri, magari, ma grandi nel loro significato simbolico. Come quella della Maserati, rilanciata nei mercati internazionali e con le linee di produzione che oggi lavorano a pieno ritmo, a dimostrazione che le belle auto sappiamo ancora progettarle e costruirle. La stessa Alfa Romeo 4C è la testimonianza concreta di un’eccellenza italiana che sarebbe suicida gettare al vento. Politici, meditate.

Guido Costantini



Aggiungi un commento

VIDEO IN EVIDENZA