09
2019
settembre 2019
Editoriale pubblicato su alVolante di

Tra Milano e Monza va in scena il nuovo Valentino

POSSIBILE CHE SIA PROPRIO LA CITTÀ dell’Area C ad accogliere il motor show del Parco Valentino, in fuga dall’ostilità di una parte della giunta pentastellata torinese che proprio non gradiva il “Salone sotto casa” nei giardini sul Po? In realtà, il format inventato (e perfezionato nelle cinque edizioni tenute a Torino) da Andrea Levy non sembra in contrasto con il concetto di smart city che piace tanto a Milano. Una città che può permettersi di limitare l’uso dell’automobile perché dispone del più efficiente sistema italiano di trasporto pubblico. E che conosce bene i vantaggi (oltre ai disagi, inevitabili) determinati dai grandi eventi che periodicamente la trasformano in un palcoscenico internazionale, dalla Design Week alle giornate della moda. È il “Salone diffuso”, che riempie le strade e richiama visitatori anche dall’estero.

QUELLA CHE LEVY PRESENTERÀ IL 19 SETTEMBRE, con le autorità istituzionali del territorio e il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani, è però una versione profondamente rinnovata del suo motor show. Che avrà nell’autodromo di Monza un secondo importante “teatro delle operazioni”. A Milano è atteso il focus sulle elettriche, esposte (accanto alle colonnine di ricarica) per cinque giorni nel cortile del Castello Sforzesco e a disposizione per i test drive. Ancora a Milano, ma sotto i grattacieli di City Life che hanno cambiato il panorama urbano, si parlerà di design e anniversari, e si daranno appuntamento i collezionisti. E sempre a Milano, lungo un percorso di 4 km nel cuore della città, avrà luogo la tradizionale parata di apertura, con i presidenti delle case (54 i marchi partecipanti all’ultima edizione) alla guida delle vetture più significative prodotte dalle rispettive aziende. Parata ripetuta la mattina dopo a Monza.

E SARÀ MONZA AD ACCOGLIERE il pubblico pagante (una novità: si parla di 20 euro, lontani, comunque, dai 100 che aprono i cancelli di Goodwood) per accedere all’area di 65.000 metri quadrati dedicata agli stand. Tutti uguali, questi ultimi, e forniti dall’organizzazione, per evitare la corsa all’insostenibile aumento dei costi che ha messo in crisi i Saloni tradizionali (a Francoforte, giusto per non fare nomi, si conta una ventina di defezioni di peso). E poi c’è la pista, compresa la leggendaria Sopraelevata, per le prove. Gli ingredienti che possono dare appeal all’evento in programma dal 17 al 21 giugno 2020 sembrano esserci. Ora la palla passa alle case automobilistiche.

Guido Costantini

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