02
2022
febbraio 2022
Editoriale pubblicato su alVolante di

Niente ecobonus per le auto. Tanto, tra un po’ spariranno

A BOCCA ASCIUTTA. Spiacenti, per voi non è rimasto nulla. La classe politica italiana non potrà che rispondere così a chi sperava negli ecoincentivi (possibilmente erogati con continuità, anziché a singhiozzo come nei mesi scorsi) anche per il 2022. E che, invece, dopo aver letto la legge di Bilancio appena approvata in Parlamento, sbatte il naso contro una realtà ben diversa. Salvo sorprese dell’ultimo minuto (sempre possibili nel nostro Paese), nel momento in cui questo editoriale va in stampa i pochi fondi stanziati riguardano solo l’elettrofit elettrico. Cioè la trasformazione “a corrente” delle vetture con motore termico, di solito vecchie auto che anziché finire i propri giorni dal demolitore si possono riconvertire, con un intervento non proprio semplice, sostituendo la meccanica originaria con un’unità elettrica e la relativa batteria. Per quanto benvenuti, stiamo parlando di spiccioli (il contributo copre il 60% dei costi, con un tetto di 3.500 euro) che coinvolgono pochi automobilisti.

POI, CI SONO I 150 MILIONI DI EURO destinati alle concessionarie. Le quali, però, dovranno dividerli (una volta chiarite le modalità di assegnazione, attraverso un decreto del ministero dello Sviluppo economico) con gli operatori del turismo e degli altri settori più in difficoltà. Anche qui, spiccioli per un comparto in ginocchio, con decine di migliaia di posti di lavoro a rischio per le trasformazioni strutturali imposte dall’elettrificazione e le ricadute della crisi dei semiconduttori. Eppure è un settore importante per il nostro Paese. Anzi, “prioritario”, come venne definito da chi, intervenendo a nome del governo Draghi in un memorabile “question time” alla Camera di fine novembre, parlava di rifinanziamento degli ecobonus. Non si è visto nulla, nonostante gli oltre 400.000 clienti persi nel 2021, rispetto al 2019, l’anno pre Covid in cui furono 1,9 milioni.

ATTENZIONE: IL PROBLEMA riguarda anche le cosiddette “automobili green”, a cominciare dalle elettriche. Chi avesse in mente di comprarne una, oggi non può contare sul soccorso della fiscalità generale che, fino a qualche mese fa, riduceva il sovrapprezzo strutturale di queste vetture rispetto a quelle tradizionali. Insomma, niente incentivi, ma per tutti. Teniamoci un parco circolante fra i più vecchi d’Europa, con le sue auto inquinanti e, spesso, insicure. Tanto, come ha profetizzato l’assessora all’Ambiente del comune di Milano, nel 2050 avremo città totalmente senza auto private, elettriche comprese.

Guido Costantini



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