04
2012
aprile 2012
Editoriale pubblicato su alVolante di

Noi, ecologisti per forza

L'ESTREMA DIFESA DELL’AUTOMOBILISTA più tartassato d’Europa si chiama alimentazione a gas. Ora che anche il gasolio ha superato la soglia niente affatto psicologica, anzi drammaticamente concreta, degli 1,7 euro al litro, e che la benzina viene venduta in alcune zone addirittura a più di 1,8 euro, gli italiani stanno riscoprendo le virtù di Gpl e metano. Di certo non quelle ecologiche (le auto a gas emettono meno CO2 dei carburanti tradizionali, e proprio per questo sono state premiate dall’ultima tornata di ecoincentivi statali del 2009), che in un momento di crisi come l’attuale passano in secondo piano. Colpiti pesantemente nel portafogli, gli automobilisti italiani tornano al gas per una ragione semplice: fa risparmiare.

IL PIÙ CONVENIENTE resta il metano. Come scriviamo nella rassegna dedicata alle auto a gas (la trovate da pagina 52), fatta cento la spesa in carburante di una vettura a benzina, con il metano non si va oltre quota 40. Ma anche il Gpl se la cava bene (siamo intorno a 57), mentre il gasolio si ferma a 70, soprattutto perché i motori diesel bevono meno di quelli a benzina (nonostante i progressi tecnici di questi ultimi). Il calcolo tiene ovviamente conto dei consumi, più alti per le automobili a gas, ma non al punto di compromettere i vantaggi economici che il loro utilizzo comporta. Il gas, come sappiamo, costa meno anche perché è soggetto a un prelievo fiscale nettamente meno pesante di quello che grava sul prezzo finale di benzina e gasolio (che, tra tasse e accise, arriva rispettivamente al 57 e al 52%).

IL FISCO, CON IL GAS, HA LA “MANO LEGGERA", ma forse sarebbe meglio definire normale il 35% di imposte sul Gpl, mentre il 5% sul metano è davvero basso. A questo trattamento “di favore”, due anni fa si aggiungeva il robusto contributo governativo per chi acquistava un’auto a gas: di fatto, il costo dell’impianto era abbondantemente pagato dallo Stato, col risultato che 470.000 automobilisti, solo nel 2009, si convertirono a Gpl e metano. Poi i soldi sono finiti e oggi si raschia il fondo del barile caricando nuove accise sui carburanti liquidi; tanto che, per molti, la benzina lanciata verso i 2 euro è un costo insostenibile. Il gas, allora, come unica via di uscita: ecologisti per forza.

Guido Costantini



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