06
2011
giugno 2011
Editoriale pubblicato su alVolante di

Non uccidete la gallina

PRIMA L’AUMENTO DELLE TASSE sui carburanti, per finanziare 
il cinema. Poi, la notizia che il decreto legge sul federalismo fiscale, approvato lo scorso 31 marzo dal governo, porta con sé una stangata: il rincaro dell’Ipt, l’Imposta provinciale di trascrizione che tutti noi versiamo acquistando un’automobile nuova o usata. Non sono bruscolini, ma alcune centinaia di euro. E non si parla di vetture di lusso, tant’è che per una Golf 2.0 TDI da 103 kW (140 cavalli) l’esborso sarebbe di 470 euro, contro i 196 dovuti oggi alle province che pretendono l’Ipt più onerosa, come quelle di Milano, Agrigento, Bergamo e Salerno, per citarne qualcuna. E anche chi risiede ad Aosta, Bolzano, Firenze, Prato o Trento, pagherebbe ben più dei 151 euro richiesti finora dalle amministrazioni provinciali meno esose in materia di Ipt.

NEL GIUSTIFICARE IL RIALZO dell’accisa sui carburanti, si è parlato della necessità di salvaguardare la cultura (come se tutto il cinema ne producesse, e sappiamo bene che così non è) lasciando intendere che un aumento del prezzo del biglietto avrebbe definitivamente affossato un settore in difficoltà. Peccato che il ragionamento non valga per un altro settore, quello dell’automobile, che per quanto sia colpito da una crisi di mercato importante, viene ancora considerato come la “gallina dalle uova d’oro”. 
Già senza questa mazzata dell’Ipt, si prevede che il 2011 chiuderà con 150.000-200.000 vendite in meno rispetto al poco brillante 2010, che si era fermato a 1.960.000 immatricolazioni, il peggior risultato degli ultimi 15 anni.

PER QUANTO MALCONCIA, la “gallina” le sue uova continua a deporle. Gli italiani che vanno in auto (e le decine di migliaia di aziende che queste auto producono, vendono e assistono) non hanno bisogno di nuove tasse semplicemente perché già ne pagano, e salate. Un numero dà bene l’idea delle dimensioni del problema: 67 miliardi di euro. A tanto ammonta il contributo versato allo Stato italiano nel 2009 dal mondo dell’automobile: il 16% del totale delle entrate del fisco. Un’enormità. E se questo contribuisce al calo delle vendite, ecco che il fisco compensa inventando nuovi balzelli. Ma così, le uova d’oro della gallina rischiano di diventare di piombo.

Guido Costantini



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