06
2013
giugno 2013
Editoriale pubblicato su alVolante di

Le offerte non bastano per rilanciare l’auto

LA PRIMA MACCHINA non si scorda mai, che si tratti del regalo dei genitori o di un “acquisto sudato” fatto con i soldi guadagnati col primo lavoro (eventualità sempre più rara, quest’ultima, nel nostro paese afflitto anche da una disoccupazione giovanile tra le più alte d’Europa). Ai neopatentati e alle loro preferenze il nostro sito internet ha dedicato un sondaggio, nelle ultime settimane. Le risposte sono state numerose ed è una bella notizia, che sembra smentire chi parla di un calo d’interesse dei giovani per le automobili. Design, prestazioni e consumi: ecco i fattori che influenzano maggiormente la scelta dei ragazzi, mentre i loro genitori, com’è giusto, puntano l’attenzione soprattutto sulla sicurezza. Entrambi, però, come scriviamo nell’ampia panoramica sulle auto per i neopatentati che potete leggere da pagina 20, pensano di rivolgersi in larga misura all’usato.

IN TEMPI DI CRISI, il ricorso alle vetture di seconda mano costituisce spesso una scelta obbligata. Poco meno di un lettore su due, tra i quasi 2000 che hanno partecipato al nostro sondaggio sul web, seguirà questa strada. Anche se proprio le difficoltà del mercato del nuovo aprono opportunità insospettate a chi vuole cambiare macchina senza “svenarsi”. Il segreto si chiama extra-bonus: è quanto le case riconoscono ai concessionari che smaltiscono le auto in giacenza e che i venditori “girano” ai clienti sotto forma di sconto aggiuntivo pur di “liberarsi” di quelle vetture. Queste offerte abbondano: leggete l’inchiesta a pagina 74.

LE OCCASIONI NON MANCANO e i clienti si fanno furbi, ma non basterà questo a restituire fiducia a un settore strategico per l’economia come quello dell’automobile. Serve un cambiamento di rotta da parte 
della politica o, almeno, qualche segnale di attenzione da parte del nuovo governo. L’annunciato stop all’aumento dell’Iva (che avrebbe avuto come risultato di deprimere ulteriormente i consumi) va nella giusta direzione. Ma occorre ben altro. A partire (anche) da una politica fiscale finalmente meno punitiva per i professionisti che usano l’auto per lavoro: in Italia, da questo punto di vista, siamo ancora all’anno zero.

Guido Costantini



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