08
2022
agosto 2022
Editoriale pubblicato su alVolante di

Più sicurezza per i monopattini: Roma ci pensa. E Milano?

QUELLO DELLA “CONVIVENZA PACIFICA tra chi sfreccia sui monopattini con motore elettrico e gli altri utenti della strada è uno dei temi caldi della viabilità contemporanea in tutto il mondo. Chiariamo subito una cosa: gli “altri” non sono solo gli automobilisti, che rischiano d’investire i nuovi protagonisti della micromobilità urbana ogni volta che se li vedono zigzagare davanti o sbucare dal nulla agli incroci. Gli “altri” sono anche i pedoni e i ciclisti, alle prese con monopattini che si muovono con disinvoltura sui marciapiede o imboccano contromano le ciclabili. 

IN ITALIA ABBIAMO PRESO SOTTOGAMBA il problema. Un morto al mese tra gli utenti delle silenziosissime tavolette a corrente e 14.000 feriti gravi rilevati nel 2021 (secondo gli ultimi dati di Confarca, l’associazione delle autoscuole) non bastano a imporre un giro di vite che metta in sicurezza tutti, a cominciare proprio dai fan dei monopattini. Ai quali è richiesto di osservare poche regole base: avere almeno 14 anni; indossare il casco fino ai 18; non trasportare altre persone né trainare o farsi trainare da altri veicoli; non muoversi sui marciapiede e neanche parcheggiarvi; non viaggiare contromano, e rispettare il limite di velocità di 20 km/h (6 nelle aree pedonali). Regole che, al di là del mancato rispetto per assenza di controlli, sono troppo blande. Servono il casco per tutti e la targa, per individuare chi commette infrazioni nella certezza dell’impunità e arriva a darsi alla fuga dopo aver causato un incidente. 

QUALCOSA, COMUNQUE, SEMBRA MUOVERSI, se l’amministrazione di Roma sta discutendo una delibera destinata alle società che gestiscono il noleggio dei monopattini. Il bando comunale scade a fine anno, e dal 1° gennaio 2023 gli operatori dovranno munire le proprie tavolette di targa metallica d’identificazione. Non solo: le app per l’accesso al servizio andranno modificate in modo da obbligare gli utenti a caricarvi una foto, scattata con lo smartphone, che dimostri di avere parcheggiato correttamente. Poi ci sono misure contro il sovraffollamento: aree no parking e una distanza minima di 70 metri tra gli stalli con al massimo cinque mezzi ciascuno. Chissà se questi provvedimenti supereranno l’inevitabile resistenza delle lobby di settore. Resta il fatto che a prendere il “toro per le corna” sia la giunta della Capitale, una città dai mille problemi. A Milano i cinghiali non ci sono, ma i “monopattinisti” fanno il bello e il cattivo tempo, mentre il Comune è impegnato a inasprire l’Area B... 

Guido Costantini



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