MELINA. COME DEFINIRE altrimenti l’atteggiamento del governo Merkel che, nei giorni scorsi, ha provato a spostare al 2024 l’attuazione del regolamento europeo in materia di CO2? Il tentativo d’insabbiare la riduzione per fasi dell’anidride carbonica emessa dalle auto nuove vendute nell’Unione europea (che sarebbe dovuta scendere a 95 grammi per chilometro entro il 2020, dai 130 previsti per il 2015) gioca a favore di interessi precisi, quelli dell’industria tedesca. Le emissioni di CO2 (alle quali le auto concorrono per il 12% del totale) sono tra le cause dell’effetto serra. Essendo legate ai consumi, penalizzano chi produce vetture potenti e di alta cilindrata, come Audi, BMW e Mercedes, al contrario di chi ha in gamma modelli più piccoli, come Fiat, Peugeot-Citroën e Renault.
A GIUGNO, L'ACCORDO C'ERA: l’obiettivo di tagliare a 95 grammi per chilometro la soglia massima di CO2 era frutto dell’intesa tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio europei. A metà ottobre, però, la Germania ha riaperto la questione durante il meeting dei ministri dell’Ambiente dell’Ue, trovando l’appoggio di Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Ungheria, e la “non belligeranza” di Francia e Gran Bretagna. Il vero oppositore dei tedeschi è stato il ministro italiano Andrea Orlando. Lo spostamento delle restrizioni al 2024 (giustificato con la tutela dell’occupazione nel settore auto) non è ancora certo, ma di sicuro il tema
è tornato sul tavolo della Commissione europea.
ORLANDO NON HA FATTO solo gli interessi della Fiat, ma quelli di chiunque abbia a cuore l’ambiente. I suoi colleghi ministri, invece, si sono piegati al diktat della Germania: probabilmente, perché le case tedesche sono presenti nei loro paesi con alcune fabbriche. Certo, Audi, BMW e Mercedes hanno fatto progressi nella riduzione della CO2, come dimostrano le cifre qui sopra. Ma l’industria tedesca è anche quella che finanzia (alla luce del sole) il partito di Angela Merkel. E poi presenta il conto.
Guido Costantini
| EMISSIONI MEDIE DI CO2 (g/Km) | |||
| Fonte Jato Dynamics | 2012 | 2011 | |
| 1 | Fiat | 119,8 | 118,3 |
| 2 | Peugeot | 121,2 | 128,5 |
| 3 | Renault | 121,3 | 129,0 |
| 4 | Toyota | 121,7 | 126,4 |
| 5 | Citroën | 122,0 | 125,4 |
| 6 | Seat | 123,9 | 125,3 |
| 7 | Mini | 128,6 | 128,6 |
| 8 | Ford | 129,1 | 132,7 |
| 9 | Kia | 129,3 | 135,0 |
| 10 | Hyundai | 132,3 | 133,6 |
| 11 | Skoda | 132,6 | 135,0 |
| 12 | Opel/Vauxhall | 132,8 | 133,9 |
| 13 | Volkswagen | 133,5 | 135,4 |
| 14 | Nissan | 136,5 | 142,0 |
| 15 | Dacia | 137,9 | 143,7 |
| 16 | Audi | 139,3 | 146,2 |
| 17 | BMW | 140,9 | 149,6 |
| 18 | Chevrolet | 141,6 | 141,2 |
| 19 | Volvo | 144,0 | 151,9 |
| 20 | Mercedes | 147,8 | 162,2 |



