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2012
ottobre 2012
Editoriale pubblicato su alVolante di

Quel tavolo numero 151

LE CODE AI DISTRIBUTORI nell’ultimo weekend di sconti sui carburanti, all’inizio di settembre, ci consegnano un’immagine eloquente delle difficoltà con cui si misurano gli automobilisti nel nostro paese. Ormai, la macchina è diventata un lusso: costa il doppio di vent’anni fa. Con la benzina che ha sforato il tetto dei 2 euro il litro, le assicurazioni più care d’Europa e i pedaggi che vengono ritoccati automaticamente per garantire ai gestori delle autostrade la remunerazione del capitale investito, oggi una vettura fa spendere, in media, 4.000 euro l’anno, secondo il Codacons, un’associazione di tutela dei consumatori. E questo anche se in auto si va sempre meno: i consumi di benzina e gasolio, infatti, sono in calo da mesi.

L’AUTOMOBILISTA SI DIFENDE come può: usa meno la macchina, sfrutta fino all’ultimo centesimo le promozioni sui carburanti (è facile pensare che anche quella targata Q8 ed Esselunga, con 8 euro in regalo ogni 40 di rifornimento, avrà grande successo), tende a rinviare le riparazioni e, soprattutto, si “affeziona” oltre misura alla sua cara vecchia auto; proprio quella di cui, solo qualche tempo fa, si sarebbe disfatto senza esitazioni. Il risultato è che da gennaio ad agosto, rispetto al 2011, si è volatilizzato un cliente su cinque, mentre le previsioni parlano di un totale di 1.370.000 vetture immatricolate nell’anno in corso e di un volume analogo per il 2013.

RICORDIAMO CHE iN ITALIA, fino al 2009, si vendevano più di due milioni di macchine l’anno. In questa situazione, per la “filiera” dell’auto (produttori, concessionarie, componentistica) siamo oltre l’allarme rosso. Mentre il Fisco ci rimette 2,3 miliardi di gettito Iva, rischiano il posto almeno 10.000 lavoratori: 20 volte di più dei minatori del Sulcis, alla cui protesta Monti ha riservato la giusta attenzione. Come chiede l’Unrae, l’associazione delle case estere, ai “150 tavoli della crisi” che impegnano il Governo, è venuto il momento di aggiungerne uno: quello dedicato ai problemi dell’automobile; purché poi chi siederà al tavolo numero 151 si occupi seriamente della “questione auto”. Sotto questo aspetto, la legge sugli ecoincentivi approvata il 3 agosto scorso a favore dei veicoli elettrici, ibridi o a gas non fa ben sperare: stanzia pochi fondi, pone troppi vincoli e potrebbe pure essere controproducente, determinando un “effetto annuncio” (i bonus partiranno col 2013) tale da indurre i potenziali clienti a rinviare l’acquisto all’anno prossimo.

Guido Costantini



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