02
2017
febbraio 2017
Editoriale pubblicato su alVolante di

“Regali” e buoni propositi per l’anno appena iniziato

QUESTA VOLTA NON DEDICHEREMO la pagina che state leggendo alle novità in arrivo, che pure sono importanti e testimoniano la buona salute di un’industria dell’automobile in cerca di clienti (e di profitti): dall’Alfa Romeo Stelvio alla Jeep Compass, alle nuove Audi Q5, Ford Fiesta, Nissan Micra e via elencando, nei prossimi mesi non mancherà certo il “materiale” su cui lavorare, e discutere. Vogliamo, invece, iniziare il 2017 chiedendoci che cosa potrebbe portarci di buono, oltre al solito “bastimento” carico di novità di prodotto.             

POTREBBE REGALARCI, per esempio, un servizio migliore da parte delle strutture che per conto o all’interno delle case automobilistiche curano le relazioni con la clientela. È il minimo che si possa chiedere dopo avere verificato (la nostra inchiesta è a pagina 54) che chi risponde al telefono ha un’idea vaga del codice del consumo - un complesso di norme troppo spesso disatteso ma che è legge dello Stato, né più né meno del codice penale o civile - e fornisce informazioni fuorvianti su un tema delicato come quello della data di consegna. In fondo, i clienti (che nel 2016 si sono “riaffacciati” nelle concessionarie, come indica il totale delle automobili vendute in Italia, tornato sopra il milione e 800mila unità) meritano considerazione anche dopo aver firmato il contratto d’acquisto.       

A TUTTI NOI, L'ANNO NUOVO dovrebbe finalmente portare in dono anche una percezione più realistica di quanto carburante richiederà la vettura che andremo ad acquistare. Lasciateci usare il condizionale: decenni di “consumi dichiarati” che non corrispondevano al vero hanno lasciato il segno. Ma a settembre entrerà in vigore un ciclo di omologazione basato su test più severi, tali cioè da riprodurre in modo più fedele l’uso dell’auto che ciascuno di noi fa tutti i giorni, per strada. E questo è positivo. A proposito di automobili e vita quotidiana: e se facessimo tutti quanti uno sforzo, in prima persona e da subito, per migliorare la sicurezza evitando di prestare attenzione al telefonino? Senza tirare in ballo le statistiche, sappiamo che la distrazione da smartphone è tra le cause principali degli incidenti. Ecco un buon proposito per il 2017, in attesa che la tecnologia ci liberi - se mai lo farà realmente - dall’incombenza di doverci concentrare sulla guida.  

Guido Costantini

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