SE NE PARLA SOLO quando il “pirata” di turno fa una strage, o perché un ministro ottimista annuncia di voler introdurre il reato di omicidio stradale (mai entrato in vigore in Italia). Quello della sicurezza sulle strade è un tema complesso e, per fortuna, vede al lavoro - lontano dai riflettori della cronaca e della politica - le istituzioni, le aziende e le forze dell’ordine. È di pochi giorni fa l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, di un disegno di legge che rende obbligatorio (entro l’ottobre 2015) il sistema eCall di chiamata d’emergenza per le nuove automobili. Il dispositivo si attiva automaticamente in caso d’incidente e trasmette a una centrale i dati necessari per le operazioni di soccorso.
ORA LA PALLA PASSA AL CONSIGLIO D’EUROPA, che potrà aderire alla posizione degli europarlamentari o adottarne una propria. Burocrazia permettendo, la via è tracciata. E, se tutto andrà per il verso giusto, potrebbe salvare 2500 vite umane ogni anno nel Vecchio Continente, dove nel 2012 si sono avuti 28.000 morti (e un milione e mezzo di feriti) in incidenti. Nel 2001, quando venne avviato il programma per la sicurezza stradale della Commissione europea, erano quasi 55.000. L’obiettivo di dimezzarli in dieci anni è stato mancato, sia pure di poco; il nuovo traguardo è di ridurre di un altro 50% questo numero, entro il 2020.
COME CI SI ARRIVA? Anche con l’eCall. Il dispositivo non dovrebbe costare più di un centinaio di euro, mentre le chiamate al 112 (il nuovo numero unico europeo per i soccorsi, in fase di sperimentazione in Italia) saranno gratuite. Un altro significativo passo avanti è l’Esp, che da novembre 2014 sarà in tutte le vetture di nuova produzione. I costruttori stanno facendo la loro parte, e lo dimostra, per esempio, la crescente diffusione dei sistemi antitamponamento che al Salone di Ginevra approdano in modelli non certo di lusso come Ford Focus e Volkswagen Polo, oltre che nella nuova Jeep Renegade. Ma l’impegno delle case non basta: anche la politica deve investire sulla sicurezza (prendiamo per buone le parole che il neopremier Matteo Renzi ha dedicato al tema nel suo primo discorso al Senato), insieme ai gestori di una rete stradale e autostradale che non sempre brilla per la sua efficienza. Comunque, senza un’assunzione di responsabilità da parte di tutti noi automobilisti, non si andrà lontano.
Guido Costantini



