07
2018
luglio 2018
Editoriale pubblicato su alVolante di

Sicurezza e inquinamento: qui bisogna dire “grazie Europa”

ANCHE SE L'UNIONE EUROPEA sembra non essere più tanto di moda in Italia, dovremo ringraziare i “burocrati di Bruxelles e di Strasburgo” se le nostre automobili diventeranno più sicure nei prossimi anni. Come del resto è già accaduto, tra l’altro, con l’obbligo dell’Esp. La Commissione europea ha diffuso il terzo e ultimo aggiornamento relativo all’iniziativa Europe on the Move, che interviene sulla mobilità nel Vecchio Continente, con un occhio di riguardo alla sicurezza stradale e all’inquinamento. La normativa prevede che le auto dovranno essere equipaggiate con 11 dispositivi, tra i quali la frenata automatica d’emergenza, il monitoraggio della stanchezza del guidatore, il controllo automatico della velocità con riconoscimento dei segnali stradali, il mantenimento in corsia della vettura.

ALTRO TEMA IMPORTANTE, che potrebbe incidere sul nostro modo di guidare, è quello su cui verte il progetto Ue dedicato al bollo auto europeo. Ma attenzione: se l’obbligo d’installare la frenata automatica e gli altri dispositivi di sicurezza potrebbe diventare realtà già nel 2021, al termine di un iter complesso che prevede il passaggio dal Parlamento e dal Consiglio europeo, col provvedimento fiscale siamo solo all’inizio. E non si concretizzerà, se tutto filerà liscio, prima del 2026 (con qualche anno di anticipo per i Tir). L’idea di fondo è di far pagare la tassa di possesso, nei diversi paesi, in base ai chilometri percorsi, considerando, però, anche le emissioni: in sintesi, quanta più strada fai, più consumi e più spendi. Un bel cambiamento per l’Italia, dove il bollo tiene sì conto delle classi d’inquinamento, ma è calcolato prevalentemente sulla potenza. Con un aggravio per le auto oltre la soglia dei 185 kW, che ha contribuito a “tagliare le gambe” al settore delle vetture di lusso, e senza garantire, peraltro, il gettito promesso.

DI CERTO SI DOVRÀ TROVARE il giusto compromesso fra l’attenzione all’ambiente e l’equità fiscale: spesso, le auto più anziane (quelle che consumano e inquinano di più) sono guidate da chi non può permettersi di meglio. Inoltre, per rilevare a distanza il chilometraggio e stabilire l’importo del bollo, sarà necessaria una scatola nera, già in uso (ma non certo obbligatoria) in campo assicurativo. Chissà se in questo modo, grazie all’Europa, risolveremo finalmente anche il problema dell’evasione di massa della Rca: in Italia, secondo le stime, circolano quattro milioni di veicoli privi di copertura. 

Guido Costantini

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