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2017
novembre 2017
Editoriale pubblicato su alVolante di

La Smart sarà solo elettrica. Ma i clienti capiranno?

NEL PRIMO SEMESTRE di quest’anno, gli europei hanno preferito, per la prima volta dal 2009, le auto a benzina alle diesel. “Colpa” della disaffezione (soprattutto nel centro e nord Europa, perché in Italia il fenomeno ancora non si registra) verso i motori a gasolio seguita allo scandalo dieselgate. Ma anche di norme antinquinamento sempre più severe, che mettono fuori gioco i piccoli diesel, rendendo troppo costoso produrli. I costruttori tendono quindi a ritirarsi da un settore una volta ricco di soddisfazioni, prima di tutto economiche. Se questo è il presente, la martellante comunicazione delle case sembra delineare, per un futuro ormai prossimo, addirittura il superamento del motore termico in entrambe le sue varianti. 

 

E MENTRE SI ANNINCIANO nuovi protagonisti, come la Dyson, che non si limiterà a produrre aspirapolvere, ma farà anche vetture elettriche “rivoluzionarie”, secondo un progetto da 2,7 miliardi di dollari a cui lavorano 400 ingegneri, i top manager dell’auto ci ripetono in continuazione “evviva le elettriche”. Come al recente Salone di Francoforte, dove più delle tante e diversificate strategie di “elettrificazione” annunciate da Mini, Jaguar e gruppo Volkswagen, ha fatto impressione il messaggio di Dieter Zetsche, il capo della Daimler. Il quale, oltre a presentare l’operazione EQ (dieci nuove versioni di auto “a pila”, da affiancare, entro il 2022, alle Mercedes tradizionali), ha detto che le ultime Smart col motore a combustione interna verranno prodotte nel settembre 2019. Dal 2020, la citycar che ha cambiato il nostro “paesaggio urbano” sarà in vendita soltanto in edizione elettrica (come peraltro sta per succedere con gli esemplari destinati agli Usa).

 

È UNA SFIDA IMPORTANTE per la casa tedesca. Per i numeri di vendita fatti ogni anno dalla Smart, e perché il 2020 è dietro l’angolo. C’è il rischio di perdere clienti: quanti saranno pronti a un simile cambiamento di mentalità e di abitudini? C’è il problema della carenza di colonnine, la stessa che ha pesantemente ritardato i progetti di Renault-Nissan e imposto alla Tesla la creazione di una rete dedicata di punti di ricarica. C’è il tema dei costi, un fronte su cui Zetsche si è detto ottimista: secondo lui, presto le vetture “alla spina” costeranno come le altre. E, comunque, se la Smart sarà solo elettrica, anche il servizio di condivisione car2go del gruppo Mercedes va verso l’utilizzo esclusivo di vetture “a batteria”. Il cerchio si sta chiudendo? 

     Guido Costantini

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