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2011
gennaio 2011
Editoriale pubblicato su alVolante di

Un’occasione 
da non perdere

UN MILIARDO DI EURO. È quanto ha messo sul piatto Sergio Marchionne per il rilancio di Mirafiori. A conferma che la Fiat, nonostante le difficoltà, non ha alcuna intenzione di abbandonare l’Italia. La fabbrica torinese, nei programmi dell’amministratore delegato, cambierà anima: sfornerà berline e suv con i marchi Alfa Romeo e Jeep, con l’obiettivo 
di produrne tra 250 e 280mila all’anno e di venderle in tutto il mondo, America compresa. Per dare un’idea, le automobili uscite da Mirafiori nel 2010 sono state appena 120mila, e l’anno prima 180mila.

IN QUESTA OPERAZIONE, che per riuscire dovrà avere il consenso 
dei sindacati nei riguardi di un’organizzazione del lavoro più flessibile 
(in modo da far girare a pieno ritmo le linee senza perdere posti 
di lavoro, anzi creandone di nuovi), la Fiat non è sola. Accanto avrà 
la Chrysler, come partner della nuova società mista che controllerà 
lo stabilimento di Mirafiori. Sarebbe una svolta epocale per quello che, da sempre, è il cuore della più grande industria italiana. In pratica, le auto prodotte a Mirafiori verranno ripartite tra Fiat e Chrysler, che si suddivideranno anche il peso degli investimenti. Segno di un’integrazione sempre più stretta tra le due case, che per i loro futuri modelli di “taglia media” utilizzeranno la stessa piattaforma, già collaudata con la Giulietta.

CONCRETAMENTE, a Mirafiori dovrebbero essere prodotte una nuova berlina Alfa Romeo (la Giulia?) e la futura generazione delle Jeep Compass e Patriot. Parliamo di fine 2012, inizio 2013. I primi frutti dell’alleanza tra 
i due gruppi li vedremo, comunque, già nei prossimi mesi: dalla suv Fiat su base Dodge Journey all’erede della Thesis (di fatto, la nuova Chrysler 300C), al modello (derivato dalla Grand Voyager) che porterà le insegne Lancia 
nel settore delle grandi monovolume, al posto dell’ormai vetusta Phedra. 
Il 2011 (come vi raccontiamo nella rassegna di novità che trovate da pagina 16), sarà però anche l’anno delle nuove Panda e Ypsilon. Due modelli chiave: 
se “funzioneranno” loro, tutto il resto verrà di conseguenza.

Guido Costantini



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