DIECIMILA EURO: sembra essere questa la trincea lungo la quale le case automobilistiche si sono attestate per combattere la loro ultima guerra dei prezzi. La posta in gioco sono i potenziali clienti della fascia di mercato di gran lunga più importante in Italia, quella delle utilitarie. Quasi tutti i maggiori costruttori stanno al di qua della “linea di fuoco”: guai a proporre una “versione base” (ma è giusto chiamarle ancora così, visto che ormai offrono una dotazione se non buona, almeno accettabile?) che superi anche di poco la soglia dei 10.000 euro. Sarà anche per effetto della crisi, ma le protagoniste delle promozioni delle ultime settimane, nelle concessionarie ci sono davvero; e quando il venditore non le ha sottomano, quasi sempre le può ordinare e con tempi di consegna ragionevoli, come scriviamo nell’inchiesta a pagina 16. Aspettano solo un cliente.
IL GUAIO È CHE IL POTERE D'ACQUISTO, nell’Italia in recessione dell’1,6% (primo trimestre 2012), si è ridimensionato. E chi di soldi ne ha, se li tiene stretti: il clima d’incertezza è tale che si tende a rinviare non solo l’acquisto di un bene durevole come l’automobile, ma persino le riparazioni non indispensabili. Uno scenario cupo per chi le automobili le vende (per quest’anno si stimano 10.000 posti di lavoro in meno nelle reti commerciali) ma anche per il bilancio dello Stato. I conti, infatti, non tornano. Se a dicembre il mercato dell’auto chiuderà a 1.370.000 immatricolazioni, come indicano le previsioni più autorevoli, verrebbero a mancare 2,3 miliardi di euro di gettito Iva; il settore dell’automobile, del resto, contribuisce per il 16% alle entrate fiscali, e se va in profondo rosso sono guai per tutti.
L’AUMENTO DELL’IVA al 23%, previsto per il prossimo ottobre dal decreto Salva Italia, rischia di assestare il colpo di grazia all’automobile. Costruttori e concessionari, visti i loro margini di guadagno sempre più risicati, quando va bene, saranno costretti a trasferirlo totalmente sui clienti. Un altro bell’incentivo a... non cambiare macchina, dopo l’aumento dell’Ipt e i tanti rincari (Rca, pedaggi autostradali, accise sui carburanti) cui è sottoposto chi l’automobile la usa. E la guerra dei prezzi potrebbe essere persa in partenza.
Guido Costantini



