02
2014
febbraio 2014
Editoriale pubblicato su alVolante di

Voglia di concretezza

QUALE CREDIBILITÀ possono avere i nostri politici che alcuni mesi fa ammettevano a denti stretti l’inefficacia del superbollo sulle auto di lusso, inserendolo nell’elenco delle tasse da abolire, mentre oggi quel provvedimento è vivo e vegeto e andrà pagato anche nel 2014? Il flop della gabella introdotta da Mario Monti (che aveva ripreso un decreto del governo Berlusconi allargando la platea delle auto soggette a tassazione a tutte quelle con potenza superiore ai 185 kW) non sta solo nei 140 milioni di euro di mancato gettito fiscale nel solo 2012. Il provvedimento ha contribuito a mettere in ginocchio il settore delle auto di lusso: concessionarie chiuse, posti di lavoro cancellati, clienti che si disfano del loro usato per non entrare nel mirino del Fisco, vetture finite all’estero (con la conseguente perdita degli introiti dovuti alla tassa di possesso).

TUTTO QUESTO MENTRE IN SPAGNA il comparto auto è al centro di un nuovo piano di aiuti che ha fatto decollare le vendite (mentre da noi scendono ormai da 42 mesi consecutivi). Oggi più che mai, al di là del bla bla dei politici travestiti da tecnici (o viceversa), si sente la necessità di una concreta attenzione per i problemi di chi acquista e usa le automobili, oltre che per quelli di chi le produce e le vende. Qualcosa, a onor del vero, sembra muoversi anche in Italia. Non tanto l’accorpamento del Pra in un unico registro con quello della Motorizzazione (era ora, ma per vederne 
gli effetti passerà del tempo); semmai, ad andare nella direzione giusta è l’esenzione dal pagamento del bollo, decisa dalla regione Lombardia, per chi rottama un diesel Euro 3: una misura che riduce l’impegno economico per i consumatori alleggerendo l’impatto sull’ambiente.

INTANTO, GLI AUTOMOBILISTI italiani fanno i loro conti. E, oltre a sfruttare le promozioni sul nuovo (alle ultime offerte dedichiamo l’inchiesta realizzata nelle concessionarie, che potete leggere a pagina 68), puntano sulle auto che fanno spendere meno. In un 2013 ancora negativo, nel quale perdono terreno persino le vetture a Gpl, in controtendenza risultano solo le ibride (ma si tratta di numeri piccoli) e soprattutto le vetture a metano, destinate a crescere ulteriormente per l’arrivo di nuovi modelli (uno fra i tanti: la Golf). Economia che fa rima con ecologia? Può darsi. Slogan a parte, chi deve porre mano al portafogli oggi ha in mente soprattutto una cosa: di non gettare via i soldi. E, concretamente, sceglie.

Guido Costantini



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