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L’uomo
Romano, 43 anni, Andrea Carlucci, si laurea in Scienze Politiche alla LUISS nel 1996. L’anno dopo inizia la sua carriera alla Ford, per passare, nel 1999, alla Toyota Motor Italia come zone manager vendite. Ricopre vari incarichi nell’area marketing e nel 2009 (dopo un triennio presso la direzione della Toyota Motor Europe) ne assume la responsabilità. Nel 2014 diventa direttore marketing strategy, communication e Lexus. Da gennaio 2015 è amministratore delegato.
 

L’azienda
La Toyota Motor Italia ha 200 dipendenti e 230 tra concessionarie e punti vendita. Insieme al marchio Lexus, nei primi tre mesi del 2015 ha venduto 19.799 auto, contro le 17.440 del 2014 (+13,5 %).

giugno 2015
Intervista pubblicata su alVolante di

Andrea Carlucci

Amministratore delegato di Toyota Motor Italia
Col suo stile coraggioso, di rottura, la Aygo è piaciuta molto agli italiani

Con la Prius avete “inventato” l’auto ibrida e con l’Auris e la Yaris l’avete resa di grande diffusione: qual è il bilancio in Italia?
La nostra strategia è quella di estendere il sistema ibrido su tutta la gamma, Aygo esclusa. E i risultati cominciano a vedersi anche in Italia, dove una Toyota su tre, tra quelle vendute, ha questo tipo di propulsione. Al di là dei numeri, riscontriamo una crescente attenzione per la mobilità sostenibile. Ma il pubblico apprezza le ibride anche per il piacere di guida assicurato persino negli stop and go del traffico, e per i bassi consumi.

Un altro fronte aperto è quello dell’idrogeno. Avete annunciato che la Mirai, già venduta in Giappone, arriverà in Europa. Anche da noi?  
All’inizio, il lancio sarà limitato alle zone in cui esistono i distributori di idrogeno per autotrazione, cioè ad alcune città tedesche, a Londra e a Copenhagen. Oggi, in Italia, questo carburante viene venduto solo in provincia di Bolzano, e gli impianti non possono sorgere nei centri abitati o in aree soggette ad espansione urbanistica. Vogliamo convincere le amministrazioni locali della validità di una tecnologia pulita approvata nei paesi più avanzati, dalla California al Giappone, perché senza adeguate infrastrutture l’idrogeno non ha senso. E “stiamo addosso” alla casamadre perché ci dia delle Mirai da proporre al pubblico italiano.

Le Toyota hanno da qualche tempo un design più originale e aggressivo. La piccola Aygo è stata la prima del nuovo corso, seguita dal restyling della Yaris. Com’è stata accolta questa rivoluzione?
Con favore. Lo stile coraggioso della Aygo fa discutere e può non piacere a tutti. L’importante, come dicono i designer, è che piaccia tanto a quelli a cui piace. Che sono parecchi, anche in rapporto ai risultati delle due “sorelline” Citroën C1 e Peugeot 108, modelli dal design assolutamente rispettabile ma che si stanno vendendo meno. A favore della Aygo gioca poi l’ampia possibilità di personalizzazione, mentre il cliente interessato alla Yaris ha gradito il miglioramento degli interni di cui questo modello ha beneficiato.

Come sta andando la Rav4? Al Salone di New York avete presentato la nuova versione...
Quest’auto è un “classico” e dopo avere festeggiato, nel 2014, i vent’anni dal lancio della prima serie, è ancora assai richiesta. Certo, all’inizio del 2016 debutterà in Italia il nuovo modello, che ha un design dalla personalità marcata e, per la prima volta, anche una versione ibrida. È inutile dire che ci aspettiamo parecchio...

Rimanendo in tema di suv, è piaciuta agli italiani l’ibrida NX, l’originale modello medio del vostro marchio di lusso Lexus?
Certo. In pochi mesi abbiamo venduto un migliaio di auto, ma avremmo potuto piazzarne ben di più con un’adeguata disponibilità di prodotto. Speriamo di poterci rifare nella seconda metà dell’anno, e poi con la sua “sorella maggiore”, cioè la nuova RX, la grande suv che lanceremo in Italia a gennaio 2016.



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