crespi

L’UOMO
È nato a Roma, dove si è laureato in economia, 45 anni fa. È arrivato in Hyundai Motor Company Italia nell’aprile di quest’anno, dopo una lunga esperienza alla Ford, di cui è stato direttore marketing after sales per l’Europa e direttore marketing in Italia. Oggi è direttore generale della Hyundai Italia.
 

L’AZIENDA
La Hyundai Motor Company Italia ha 110 dipendenti e 142 concessionarie. Nel 2012 ha immatricolato 43.435 auto, con una quota di mercato del 3,1%.

giugno 2013
Intervista di Direttore pubblicata su alVolante di

Andrea Crespi

Managing director di Hyundai Motor Company Italy
Design, qualità e supergaranzia: ai nostri clienti vogliamo dare contenuti concreti

Lei è appena arrivato al timone della Hyundai Motor Company Italy. Le sue prime impressioni?
Ho trovato un’organizzazione dinamica e strutturata. Qui è stato fatto un gran lavoro che in pochi anni ha traghettato la vendita e l’assistenza delle Hyundai dalla dimensione dell’importatore privato a quella della filiale italiana di una grande multinazionale, con tutti i servizi (a cominciare da quelli forniti alla clientela) che una realtà del genere deve assicurare.

Ci faccia un esempio concreto.
Mi permetto di farne due. Il primo riguarda la Hyundai Academy, inaugurata poche settimane fa, dove formiamo il personale tecnico e commerciale che lavora per noi e per le nostre concessionarie. Un investimento importante, ma sono soldi ben spesi. Chi ha a che fare con le nostre auto e, quindi, con i nostri clienti, deve possedere una preparazione adeguata.

E il secondo esempio?

La garanzia “Tripla 5” a chilometri illimitati, che mette al riparo i clienti da ogni possibile sorpresa con cinque anni di garanzia, cinque di assistenza stradale e altrettanti di controlli gratuiti. Siamo gli unici a offrire una formula del genere. Pensiamo che la strada giusta sia quella di proporre dei plus veri e concreti ai clienti, come lo è anche l’auto sostitutiva per cinque giorni che siamo tra i pochi a garantire.

Della rete di vendita Hyundai che cosa ci dice?
Gran parte delle concessionarie è cambiata in questi anni: è rimasto solo chi è in linea con i nostri standard di qualità e ha la capacità di stare sul mercato. Ai nostri concessionari non chiediamo show room con finiture di pregio, ma la capacità di interagire con i clienti. Non è facile, soprattutto oggi.

Alla base della crescita della Hyundai, comunque, c’è una profonda evoluzione del prodotto...
Certo. I progressi delle Hyundai, 
in termini di design, qualità e sicurezza sono stati decisivi, assieme all’offerta di una gamma ben più ampia e trasversale che in passato, dalla i10 alla Santa Fe. Il miglioramento del prodotto, naturalmente, sarà alla base del nostro impegno anche in futuro.

Su quali settori di mercato concentrete i vostri sforzi nei prossimi mesi? 

In quelli strategici, come la categoria delle utilitarie, che in Italia copre oltre il 40% delle vendite e dove siamo presenti con un prodotto valido, la i20, ma che potrebbe dare risultati ancora migliori. Inoltre, amplieremo la gamma a Gpl, affiancando alla i10 e alla i20 altri modelli, dalle monovolume alle medie, e rinnoveremo anche la nostra “piccola”. In aggiunta, cercheremo canali di vendita alternativi a quelli tradizionali.

Vale a dire?
Con le famiglie i30 e i40, nelle versioni berlina e wagon, e con la ix35 e la Santa Fe, tra le suv più apprezzate in Italia, pensiamo di poterci proporre in modo competitivo alla clientela delle flotte aziendali e della cosiddetta area business, un mondo dove siamo cresciuti tantissimo ma dal quale ci aspettiamo molto di più.

 



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