chianese

L’UOMO
Romano, 43 anni, ingegnere, è alla Ford Italia dal 1997, dove, dopo un’esperienza alla direzione vendite della Ford Europa, è stato direttore vendite e poi del marketing. È presidente e amministratore delegato dall’aprile 2012.

 


L’AZIENDA
In Italia, la Ford conta 109 concessionarie. Nei primi nove mesi di quest’anno ha venduto 67.393 auto, contro le 78.088 del periodo gennaio-settembre 2012.

dicembre 2013
Intervista di Direttore pubblicata su alVolante di

Domenico Chianese

Presidente e amministratore delegato della Ford Italia
Con la EcoSport, un passo avanti nella connessione in sicurezza tra auto e web

Il vostro modello di punta, la Fiesta, è stato rinnovato quasi un anno fa. Come si sta comportando in un mercato così difficile come quello italiano?

Direi bene. Nei primi nove mesi del 2013 è stata la vettura estera più venduta in Italia ai privati. La scelta di non proporla ai noleggiatori a breve termine ci ha fatto perdere qualche cliente, garantendo, però, margini di guadagno soddisfacenti.


La Fiesta ha dispositivi tecnologici di sicurezza rari, 
se non addirittura unici, per un’utilitaria. Ma il cliente italiano è sensibile a questo argomento? 

La prima motivazione d’acquisto, 
in Italia, è lo stile. Ma è gradita anche la tecnologia legata alla sicurezza, 
se ben spiegata e a prezzi ragionevoli. È il caso della MyKey, la chiave d’avviamento che consente di limitare la velocità massima, facendo dormire sonni tranquilli a chi ha 
dei figli neopatentati. Ma mi riferisco anche alla chiamata automatica d’emergenza e ai comandi vocali del sistema multimediale Sync, del quale è pronta l’evoluzione, con tante app 
e la possibilità di connettersi a Facebook senza compromettere la sicurezza di guida. La lanceremo con la EcoSport e poi nelle altre Ford.


Non pensa che la EcoSport sia un po’ in ritardo? 
Il settore delle piccole crossover è piuttosto affollato. 
E non rischia di sottrarre clienti alla B-Max?
Escludo la “cannibalizzazione” con la B-Max, che è una monovolume derivata dalla Fiesta, con le porte posteriori scorrevoli e dimensioni adatte all’impiego in città. Anche 
la EcoSport è piccola e se la cava bene nel traffico, ma è una suv a tutti gli effetti. Contiamo su questa identità precisa per proporla come un’alternativa alle tante crossover di recente presentazione che sono sì già in vendita, ma che ora dovranno confrontarsi anche con noi.


La EcoSport ha il 1.0 a tre cilindri, già visto 
su Fiesta, B-Max, Focus e C-Max. Com’è stato accolto nelle vetture di medie dimensioni? 
È un motore tecnologicamente avanzato, eppure all’inizio abbiamo faticato a convincere la clientela che potesse muovere una media con buone prestazioni e consumando poco. Oggi, ce lo chiede il 20% dei clienti di Focus e C-Max, che pur restando largamente fedeli al diesel, mostrano di apprezzare il 1.0 a benzina. Siamo così convinti delle sue qualità che lo monteremo anche nella nuova Mondeo, in arrivo nel 2014, per la quale il tre cilindri dovrebbe essere scelto almeno da un cliente su dieci.

La vostra gamma ST - Fiesta e Focus - esprime una sportività alla “vecchia maniera”: motori “cattivi” e cambi manuali. Queste auto fanno ancora da traino alle vendite di quelle normali?
Sono modelli che è importante esporre in concessionaria, perché dimostrano che cosa siamo in grado di fare. Le Ford devono possedere anche un’immagine giovane e sportiva, che non va assolutamente trascurata nemmeno in un periodo delicato come quello attuale.



Più in generale, avete notato segnali di miglioramento sul versante delle vendite?
Negli ultimi mesi l’affluenza nelle concessionarie è aumentata, e anche gli ordini danno qualche speranza. Ma la situazione economica generale resta difficile e senza interventi che alleggeriscano almeno la fiscalità d’uso dell’auto, lavoriamo con realismo su un mercato totale da 1,25 milioni di unità anche per il 2014. Cioè critico.



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