L’UOMO

Nato a Catania, 51 anni, sposato, due figli, Gaetano Thorel entra nella Ford Italia nel 1992, dopo la laurea in ingegneria meccanica. Diventa direttore marketing, direttore vendite e, nel 2007, amministratore delegato. Dal 2012 al 2016 è vicepresidente marketing di Ford Europa. Poi passa alla FCA, come numero 1 in Germania. Dal 2018 è nel gruppo PSA in qualità di responsabile vendite per l’Europa della Peugeot e, da febbraio 2019, come direttore generale della PSA Italia.

L’AZIENDA

Il gruppo PSA Italia ha 353 concessionarie e circa 400 dipendenti. Nei primi sette mesi del 2019 ha immatricolato 201.067 auto (+4,91% rispetto allo stesso periodo del 2018), con una quota di mercato del 16,3%.

ottobre 2019
Intervista di Guido Costantini pubblicata su alVolante di

Gaetano Thorel

Direttore Generale della PSA Italia.
Guardi la nuova Corsa e pensi a Berlino. Mentre la 208 esprime il Dna della Peugeot

Peugeot, Citroën, DS, Opel: qual è il segreto per gestire quattro marchi, ciascuno con la sua identità, la sua storia e la sua clientela, come fate oggi voi della PSA?

Conservare il Dna di ogni marchio. La regola di base è che tutto quanto impatta sul consumatore è “brandizzato”. È a lui, nel nostro caso, che “parlano” Peugeot, Citroën, DS e Opel. Ciò che non ha a che fare direttamente col consumatore, come i servizi finanziari, la gestione del personale o la comunicazione, fa capo a dipartimenti aziendali multimarca. Questa regola, se ben applicata, assicura efficienza e ci permette di differenziare i brand nei loro valori. 

Insomma, le nuove Opel Corsa e Peugeot 208 nascono da una piattaforma comune, eppure... 

Eppure esprimono valori diversi. Guardi la Opel, che in quest’ultima generazione è più sportiva, e pensi alla Germania più giovane e moderna, a Berlino per intenderci. Invece, nella 208 vedi “unboring the future”, la promessa Peugeot di un futuro elettrizzante. Col suo stile “pazzesco”, evoluto ma personale e il Dna del marchio del Leone. Un esempio è l’i-cockpit, il cruscotto alto col volante piccolo, che può piacere o meno ma è un elemento distintivo Peugeot, e ci guardiamo bene dall’estendere ad altri marchi. 

È stato complesso assorbire la rete Opel nella galassia della PSA Italia? E la clientela si è accorta del cambiamento?

Quando entra in uno show room della Opel, il cliente ha in mente di comprare un’auto, non pensa alla PSA. Detto ciò, l’integrazione è stata difficile. Non per via della rete commerciale, che sta dando ottimi risultati e oggi fa parte a pieno titolo del gruppo. Le persone non sono un problema, lo è integrare i sistemi informatici delle aziende.

proposito di risultati: può dirsi soddisfatto di come sta andando il gruppo PSA in Italia? 

Direi di sì. In Europa, il nostro è il Paese in cui il gruppo PSA cresce di più. Come quota di mercato siamo dietro alla FCA e davanti al gruppo Volkswagen.

C’è spazio per migliorare? 

Certamente. Per esempio, secondo me la Citroën C5 Aircross è un modello da mille pezzi al mese, e per ora viaggia sugli 850, ma è in crescita. Comunque, rafforzarci come abbiamo fatto in un mercato maturo non è facile.

Dalla proprietà dell’auto all’uso: che cosa pensa di questo trend?

È inevitabile che all’acquisto si affianchino forme di noleggio o di affitto, anche per i privati. Oggi molti consumatori non ragionano più in termini di prezzo di listino, ma di canone mensile. Proprio come si fa con i telefonini. Abbiamo da imparare da quel mondo.

Per spingere il noleggio a lungo termine avete inventato un marchio, Free2Move...

Che, però, è ben di più. È il nostro brand della mobilità. Risolve i problemi del consumatore nei prossimi 5 minuti come nei successivi 5 anni. Certo, si occupa di noleggio, col coinvolgimento delle concessionarie. Ma anche di car sharing. Un servizio che lanceremo pure in Italia, solo con auto elettriche.