luigi

L'UOMO
Nato a Varsavia, 47 anni, nel 2005 fa il suo ingresso nella Toyota, dove ricoprirà ruoli di crescente responsabilità nell’ambito delle vendite e del marketing. Nel nostro Paese, tra il 2014 e il 2017, è stato direttore delle vendite del gruppo e, per un anno, capo del brand Lexus. Nel 2018 è diventato responsabile delle tecnologie di connessione e della mobilità in Europa. Da gennaio di quest’anno è amministratore delegato della Toyota Motor Italia.

 

L'AZIENDA
La Toyota Motor Italia ha 220 dipendenti e 94 tra concessionarie e filiali. Considerando anche il marchio Lexus, le immatricolazioni nei primi due mesi di quest’anno sono state 17.484 (+11,3% rispetto al 2020).

aprile 2021
Intervista di Direttore pubblicata su alVolante di

Luigi Ksawery Lucà

Amministratore delegato della Toyota Motor Italia
Il successo della Yaris si deve anche a un “abito” ben confezionato: il nuovo design piace

La nuova Yaris è stata per mesi seconda nelle vendite in Italia, ed è tuttora ai primissimi posti. Come spiega questo successo?

Gioca un ruolo chiave la propulsione ibrida, tecnologia che la Toyota ha imposto e, con l’ultima generazione, perfezionato. Ma non è solo questo... La Yaris era già parca nei consumi. Certo, ora lo è di più, anche per la maggiore  efficienza di un sistema ibrido che nella guida in città funziona spesso in elettrico. Poi ci sono l’ottima tenuta di strada, l’agilità e il comfort dovuti alla nuova piattaforma. Uno dei suoi punti di forza, in ogni caso, è lo stile. 

In quali zone la Yaris piace di più?

Il suo è un successo trasversale. È apprezzata nelle grandi città come in provincia, a Bolzano ma anche in Sicilia. E non stiamo parlando di una vettura “regalata”. La gente, però, è disposta a spendere per un’auto che garantisce una notevole affidabilità e valori residui di tutto rispetto. Ci aspettiamo un’ottima tenuta dell’usato.

L’altra vostra novità importante è la Rav4 ibrida plug-in. Una svolta per chi, come voi, ha inventato il “full hybrid”. Non temete di disorientare i clienti?

No. Di fatto abbiamo aggiunto una batteria più grande, e la possibilità di ricaricarla dalla rete elettrica, a una full-hybrid. Che è quel che torna a essere la vettura una volta esaurita la batteria, coi vantaggi che tutti conosciamo. 

A quale clientela puntate con questo nuovo questo modello?

Vogliamo intercettare la domanda di chi cerca una maggiore autonomia in modalità elettrica e, nello stesso tempo, prestazioni più brillanti.

L’ibrido plug-in è un primo passo verso l’elettrificazione?

È un elemento importante di quella strategia. II full hybrid resta il cardine dell’offerta della Toyota, perché è la soluzione più semplice e accessibile per costi e facilità di utilizzo. Ma non escludiamo alcun tipo di propulsione, dal plug-in appunto all’elettrico all’idrogeno. Del resto, i tre componenti base, ovvero la batteria, l’inverter e il motore, li abbiamo già. 

Verso fine anno debutterete nell’elettrico puro con una suv...

Stiamo sviluppando una piattaforma per veicoli elettrici e da qui a pochi anni avremo una gamma di vetture a batteria che immaginiamo possa rappresentare oltre il 10% delle nostre vendite. Presto avremo più soluzioni anche per tutti coloro che riterranno indispensabile avere una elettrica pura.

Prima ancora, però, con la Yaris Cross entrerete finalmente nel mondo delle piccole crossover. Con quali ambizioni?

Questa fascia di mercato è in costante crescita e pesca molti clienti dalla categoria superiore. Con la Yaris Cross, comunque, noi vogliamo innanzitutto attrarre chi finora si è rivolto ai cosiddetti “B-Suv” della concorrenza, giocando la carta dell’ibrido fatto alla maniera della Toyota. Prevediamo che, insieme, Yaris e Yaris Cross possano rappresentare la metà circa delle nostre vendite totali in Italia, con rischi assolutamente trascurabili di sovrapposizione tra i due modelli.



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