Come sta rispondendo la clientela alla vostra offerta di ibride plug-in?
È la tecnologia del momento. La proponiamo in otto modelli, che presto saranno 11. Con risultati brillanti, testimoniati dalle 3750 immatricolazioni del 2019, pari al 60% in più rispetto al 2018. È l’ideale per chi usa l’auto in città, dove può sfruttare quotidianamente la modalità elettrica per decine di chilometri, e nel weekend fa dei viaggi utilizzando il motore termico.
Ma viene usata correttamente? O ci si “dimentica” della batteria?
Certo, la batteria va ricaricata, altrimenti l’ibrido plug-in è inutile. Ma noi offriamo nuove tecnologie che ne semplificano la gestione. Attraverso la geolocalizzazione, il BMW eDrive Zone riconosce i centri urbani e le aree riservate alla mobilità elettrica. E, appena la vettura vi accede, passa in automatico alla modalità a zero emissioni. Quella che ci vede fare grandi progressi, e penso ai quasi 90 km in elettrico della nuova X5.
Invece, al cosiddetto full hybrid, l’ibrido tradizionale, proprio non credete...
La nostra strategia privilegia l’ibrido plug-in e quello leggero, dove stiamo allargando la gamma, oltre che l’elettrico e i motori diesel o a benzina più efficienti. Un’offerta così articolata, che dal 2022 includerà l’idrogeno fuel cell, consente a chiunque di trovare la mobilità “pulita” più indicata.
Che cosa state imparando dai vostri clienti che guidano le elettriche?
È grazie a loro se abbiamo concentrato gli investimenti sulla connettività e migliorato prestazioni e autonomia. Del resto, siamo stati tra i primi a impegnarci in questo campo. Il progetto BMW i risale al 2007, il lancio della i3 a sei anni dopo. Quest’auto, che continua a darci grandi soddisfazioni, utilizza batterie della quarta generazione. E la nuova iX3 avrà quelle, ancora più moderne ed efficienti, della quinta generazione.
Ci sarà un reparto M per le elettriche più sportive?
Nel nostro dna c’è il piacere di guida. Cambia poco che lo si esprima attraverso auto a benzina, diesel, ibride o elettriche. Queste ultime, peraltro, offrono una straordinaria coppia motrice, e quindi incredibili doti dinamiche.
Passiamo alle auto tradizionali. Quanto è difficile venderle, alla luce anche degli ultimi blocchi del traffico che hanno coinvolto le diesel Euro 6 più evolute?
Non è facile, naturalmente. Ma vorrei porre l’accento sul disagio di chi si vede vietare la circolazione dopo avere acquistato una vettura a gasolio a norma Euro 6, mentre il vicino di casa può muoversi con un’auto obsoleta in termini di sicurezza attiva e passiva, oltre che più inquinante, come le Euro 3 a benzina. Per quanto riguarda il motore termico, gli ultimi diesel sono lo stato dell’arte della tecnologia in termini di emissioni di CO2 e di particolato. Quest’ultimo non viene ridotto se si bloccano gli Euro 6, e lo dimostrano studi di istituzioni indipendenti e autorevoli come il Cnr. Industria, ricerca e amministrazioni, locali o no, dovrebbero fare sistema per rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione europea. Noi, la nostra parte la stiamo facendo.




