nalli massimo

L’UOMO
Veronese, 50 anni, laureato in ingegneria, Massimo Nalli ha lavorato per tre anni alla Fiat Auto (anche negli Usa) nello sviluppo prodotto, per poi passare al settore postvendita della Honda Automobili Italia e, quindi, alla Honda Motor Europe. È alla Suzuki Italia dall’agosto 2000, per la quale è stato  responsabile del servizio e, successivamente, dei ricambi e del postvendita. Dal 2009 è direttore generale auto.

 


L’AZIENDA
Ha 92 concessionari e 115 dipendenti. Da gennaio a maggio 2013 ha venduto 6435 automobili (-9,7% rispetto allo stesso periodo del 2012).

agosto 2013
Intervista di Direttore pubblicata su alVolante di

Massimo Nalli

Direttore generale auto di Suzuki Italia
Per superare la crisi, dobbiamo prima di tutto investire nel prodotto

Siamo alla vigilia del lancio della S-Cross. Che cosa vi attendete da quest’auto?
Ci aspettiamo tanto perché siamo conosciuti proprio per questo genere di vetture. Le nostre auto hanno la posizione di guida e motori di cilindrata relativamente bassa ma potenti, alimentati a benzina, a gasolio o a Gpl. E due o quattro ruote motrici. Inoltre, sono sicure, solide, spaziose pur essendo poco ingombranti. I clienti da noi si attendono tutto questo, e tutto questo nella S-Cross c’è.

A quante persone stimate di venderla?
Con circa 9000 clienti l’anno “a regime”, il mercato italiano sarà tra i più importanti in Europa per questo modello.

Che tipo di cliente è quello che sceglierà la S-Cross?
Per molti, questa sarà la prima auto della famiglia. È una clientela che chiede un abitacolo spazioso e motori dai costi di esercizio e dalla cilindrata contenuti, ma che apprezza il design. Poi ci sono le mamme con figli che useranno la S-Cross come loro vettura personale. Anche qui è importante l’offerta di spazio, la praticità.  

L’arrivo della S-Cross segnerà l’addio alla SX-4?
No. I due modelli convivranno per un bel po’. Hanno dimensioni e prezzi diversi. Per noi, la SX-4 ha fatto da battistrada verso il settore delle crossover, ci ha permesso di sperimentare la possibilità di offrire le due o le quattro ruote motrici in un corpo vettura da fuoristrada leggera. E infatti la vendiamo bene anche con la trazione anteriore.

Che peso avranno le fuoristrada classiche, per le quali siete così apprezzati, visto il crescente interesse della Suzuki per le crossover?
Le performance in fuori strada sono uno dei motivi per cui siamo conosciuti in Italia, e i modelli che le assicurano non sono certo in discussione. La Grand Vitara ha i suoi estimatori, che apprezzano la sicurezza della trazione integrale permanente, e la Jimny, che copre il 15% delle nostre vendite, viene scelta tanto anche come citycar.

Come vengono percepite le Suzuki in Italia?
Come vetture affidabili, che non danno sorprese. Quello che vedi, hai. Inoltre, la clientela gradisce la completezza degli equipaggiamenti e lo stile, sul quale abbiamo lavorato molto a partire dalla nuova Swift. Anche nell’assistenza abbiamo riscontri positivi, ma attenzione: siamo di cultura giapponese e per noi il cliente viene prima di tutto. Anche un solo cliente insoddisfatto è inaccettabile.

La crisi di mercato resta gravissima. Qualche idea per uscirne? Si era parlato di incentivi...
Più che invocare aiuti, che possono rivelarsi controproducenti, come costruttori abbiamo il dovere di investire nel prodotto. Per parte nostra, stiamo rispettando il piano di rinnovamento annunciato nel 2012 e che prevede il lancio di un nuovo modello all’anno. Dopo la S-Cross, nel 2014 toccherà a una citycar e, poi, a una piccola suv.

 



VIDEO IN EVIDENZA