crisci michele

L’UOMO
Nato a Foligno (Perugia) 48 anni fa, laurea in economia, Michele Crisci è in Volvo Italia dal 2001 dopo un’esperienza decennale in Autogerma. È presidente e amministratore delegato della società dal 2006 e, dallo stesso anno, ha la responsabilità della Regione Italia-Grecia nell’ambito di Volvo Car Corporation.

 


L’AZIENDA
La Volvo Italia ha 60 dipendenti e 63 concessionarie. Nel 2012 ha venduto 14.820 auto (-19,7% rispetto al 2011).

maggio 2013
Intervista di Direttore pubblicata su alVolante di

Michele Crisci

Presidente e amministratore delegato di Volvo Italia
Vogliamo riprendere l’idea della Polar, tanta sostanza a un prezzo abbordabile

Dopo un 2012 disastroso per le vendite, c’è chi parla di un mercato 2013 da 1,1 milioni di auto. Come far tornare i clienti nelle concessionarie?
Premesso che non è soltanto l’Italia a soffrire e che una mano potrebbe darla una politica fiscale che introducesse delle detrazioni sull’acquisto delle auto, meglio se legate all’uso più che al possesso 
del bene, da parte nostra pensiamo di insistere, nei prossimi mesi, sulla ricchezza dell’equipaggiamento 
a prezzi convenienti. Ai clienti torneremo a proporre qualcosa 
di simile alla Polar, che negli anni 90 rilanciò le wagon di allora per l’ottimo rapporto prezzo/dotazione.

Oggi i clienti possono spendere meno di una volta. E l’acquisto di un bene durevole come l’auto ha un impatto importante sul portafogli...
Verissimo, e infatti il sistema Next by Volvo copre ormai il 25% delle nostre vendite. Il cliente cambia auto ogni due o tre anni: dopo 
aver versato un anticipo ragionevole e 24 o 36 rate mensili, finanzia parzialmente la nuova Volvo con il valore residuo del suo usato, definito al momento dell’acquisto. Il vantaggio è di guidare auto nuove 
e in garanzia, sapendo esattamente quanto costano perchè la rata mensile include manutenzione e polizza assicurativa. Quella finale si può rateizzare, riducendo ancora 
di più l’impatto dell’acquisto.

Ma perché un cliente dovrebbe comprare proprio una Volvo?
Innanzitutto per la sicurezza, che 
è nel dna delle nostre vetture. 
A Ginevra abbiamo presentato l’ultima evoluzione del sistema che evita l’investimento dei passanti, 
in questo caso esteso alle biciclette. E il nostro obiettivo, per il 2020, è l’auto che non fa incidenti, perché governata dall’elettronica in modo da essere totalmente sicura. Stiamo investendo tantissimo in ricerca e sviluppo, e già oggi le Volvo sono le automobili più sicure in assoluto.

Un’altra ragione per scegliere una Volvo?
La tenuta dell’usato. Siamo un marchio premium e le nostre auto si deprezzano meno rapidamente di tante altre, e questo ha un 
valore per il cliente. Al settore delle vetture di seconda mano, tra l’altro, dedichiamo estrema attenzione: le nostre concessionarie offrono un usato di qualità certificato e garantito, che per il pubblico può rappresentare un’opportunità per accedere alle nostre automobili, 
e che per noi è uno strumento per allargare il bacino della clientela.

Che obiettivi avete per i prossimi anni?
Il programma è di raddoppiare la produzione entro il 2020, passando da 422.000 a 800.000 auto vendute nel mondo ogni anno. Pensiamo di riuscirci grazie alla nuova fabbrica che apriremo in Cina e al continuo miglioramento delle nostre vetture. 
In futuro, saranno costruite sulla nuova piattaforma modulare Spa, assai leggera, e dotate di una nuova generazione di motori, anche 
ibridi, tutti di produzione Volvo.

Come sono i rapporti con la nuova proprietà?
Eccellenti. La Geely, il costruttore cinese che ha rilevato l’azienda dalla Ford nel 2010, in questi anni ci ha lasciato ampia autonomia e non ha intaccato il “carattere scandinavo” delle Volvo. Una scelta lungimirante.



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